HomeMagazineRadio NewsAlbertino: “Troppa omologazione in radio”

Albertino: “Troppa omologazione in radio”

Albertino: “Troppa omologazione in radio”

Albertino, voce e direttore della nuova Radio m2o, si racconta in un’intervista a Repubblica.

Il conduttore si ritiene soddisfatto del nuovo ruolo: “Fare il direttore mi piace molto. Ma non è stata la prima volta in assoluto: nel 1994 Clauio Cecchetto se ne andò da Radio Deejay e diventai direttore insieme a Linus. Oggi ci riprovo perché sono cambiati i tempi. Ora sono maturo per questa esperienza. In più mi è piaciuto subito il progetto, una start up radiofonica, m2o per giovani e con i giovani”.

La prima esperienza, però, non gli piacque: “Mollai subito perché non mi piaceva tutta la parte noiosa di una direzione. In quegli anni io andavo a mille, ero al top della mia carriera di conduttore e di dj da discoteca, avevo i capelli lunghi, ero un artistone. E ho preferito godermi quel momento”.

Una radio, m2o, con un età media dei lavoratori molto bassa: “I giovani che lavorano a m2o sono bravi, è bello lavorare con loro e per loro. Mi ha aiutato tantissimo essere genitore di due figli per entrare subito in sintonia”.

Albertino, dopo 30 di diretta, si diverte ancora on air: “E’ la parte più bella della giornata, il momento liberatorio. Ne parliamo spesso tra noi della vecchia guardia, con Linus. Ogni volta che mi metto la cuffia entro in tranche agonistica. Si dice che la musica sia terapeutica, no? Per me lo sono musica e parole”.

Lo storico conduttore spiega poi il successo degli anni ’90: “Ho spaccato anche perché il genere di musica che prima di tutti ho cominciato a trasmettere, la dance, non aveva e non ha tanti messaggi, allora mi sono inventato degli slogan e personaggi che potevano completare il programma. Sono più affezionato al piaac. E’ stato il like prima dei social. Con la dance ho avuto coraggio. E ne ha avuto Cecchetto, che era direttore, a lasciarmelo fare. Era la fine degli anni Ottanta, si stava esaurendo la fase innovativa delle radio e della conduzione, c’era bisogno di novità. Io sono molto curioso, ho studiato quel filone e ho capito che si poteva fare avendo piena libertà”.

Il dj commenta anche la situazione odierna della radio in Italia: “Oggi la radio è molto seguita, ma c’è troppa omologazione. Ho accettato infatti l’incarico di direttore per provare a fare qualcosa di diverso. Le radio mi sembravano come quelle vie della città con i negozi tutti uguali che quasi non capisci nemmeno dove sei. Io sto cercando di creare un negozio diverso, con cose che non si trovano negli altri”.

Successivamente anche un riferimento a Linus: “Mio fratello, nei primi anni è stato un riferimento per me. Poi negli anni 90 il leader sono diventato io, ero una bomba in quel periodo. Ci confrontiamo, certo, ma adesso da direttore vado avanti da solo”.

Infine, un bilancio: “Nella mia vita radiofonica ho fatto tutto quello che dovevo e che mi piaceva fare. Da mettere i cavetti e i dischi alla regia, dal successo in onda ad essere un dirigente. Una strada bellissima, e non sono stanco”.

Vuoi rivedere l’intervista esclusiva di Radiospeaker.it ad Albertino? Clicca qui.

Francesco Pinardi

Francesco Pinardi

Conduttore radiofonico, speaker, redattore e studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Torino. Leggi i miei articoli

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