DAB+, AERANTI-CORALLO chiede altri cinque anni di esenzione per gli operatori di rete
AERANTI-CORALLO chiede di prorogare per altri cinque anni l’esenzione dal pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi per l’utilizzo dello spettro radio per gli operatori di rete DAB+. La richiesta è stata rivolta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nell’ambito della legge di bilancio 2027.
L’obiettivo è consentire agli operatori di continuare a investire nello sviluppo delle reti per la radiofonia digitale terrestre DAB+, in una fase che, secondo AERANTI-CORALLO, non può ancora considerarsi conclusa.
DAB+: la richiesta di AERANTI-CORALLO
L’attuale esenzione è prevista dall’articolo 50 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ed era stata introdotta per accompagnare la fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali via etere terrestre.
Secondo quanto evidenziato da AERANTI-CORALLO, questa fase non può ancora ritenersi completata perché nessuno dei due criteri previsti dalla delibera Agcom n. 664/09/CONS risulta, ad oggi, soddisfatto.
I criteri indicati dal Regolamento riguardano la copertura delle reti e la diffusione dei ricevitori DAB+, parametri utilizzati per determinare il completamento della fase di avvio dei mercati.
Gli investimenti per lo sviluppo delle reti DAB+
In questo scenario, secondo AERANTI-CORALLO, l’introduzione di nuovi oneri amministrativi e contributivi potrebbe appesantire significativamente un processo che necessita ancora di importanti investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture.
Da qui la richiesta di inserire nella legge di bilancio 2027 una proroga di ulteriori cinque anni dell’attuale regime di esenzione.
Sul tema è intervenuto Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO:
“AERANTI-CORALLO ha chiesto di prorogare l’esenzione per ulteriori cinque anni del pagamento dei contributi per l’utilizzo dello spettro radio e dei diritti amministrativi, così da completare il percorso di diffusione del DAB+ e consentire agli operatori di destinare le proprie risorse allo sviluppo delle reti e alla qualità del servizio”.
Rossignoli ha quindi aggiunto:
“Si tratta – ha proseguito Rossignoli – di un intervento necessario per non gravare di ulteriori costi gli operatori di rete in una fase complessa ancora caratterizzata da importanti investimenti infrastrutturali e dall’esigenza di un consolidamento del mercato radiofonico digitale”.