Parlare più velocemente: gli esercizi più utili per stare nei tempi

Comunicazione e Dizione

Parlare più velocemente: gli esercizi più utili per stare nei tempi

Stare nei giusti tempi, è fondamentale se si vuole lavorare in radio, a teatro o nel doppiaggio.

Può sembrare un problema da niente, ma una delle difficoltà più grandi di chi lavora con la propria voce è proprio la velocità, insieme all’articolazione vocale.

Quando bisogna concludere una frase in tempi stretti, prima dell’inizio di una canzone, di una pubblicità, della fine di una scena, o della battuta di un altro personaggio, certe parole possono rivelarsi problematiche.

Uno degli esercizi più consigliati per velocizzare la propria parlata, è lo scioglilingua. Esistono proprio degli scioglilingua specifici per aiutarci a pronunciare velocemente alcune lettere.

Le più problematiche in questi casi, quelle che ci rallentano di più, costringendoci talvolta anche a ripetere la parola stessa, sono  le lettere T, R, S, Z e C. Per quanto riguarda gli scioglilingua, il consiglio è di esercitarvi per una media di 10-15 minuti al giorno. In poco tempo dovreste avere una parlata più fluida, veloce, con le parole ben scandite.

Scioglilingua con la T

Per quanto riguarda la T, possiamo ricorrere ad una serie pressoché infinita di scioglilingua, proprio perché è considerata una delle lettere più fastidiose da pronunciare. Eccone alcuni:

  • Trentatré trentini entrarono in Trento, tutti e trentatré trotterellando.
  • Tito, tu m’hai ritinto il tetto, ma non t’intendi tanto di tetti ritinti.
  • Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno. In tre strette tasche stan tre tozzi di pan secco.
  • Stanno stretti sotto i letti sette spettri a denti stretti.
  • Mi attacchi i tacchi tu che attacchi i tacchi? Io attaccarti i tacchi a te? Attaccati te i tuoi tacchi tu che attacchi i tacchi.
  • Nell’anfratto della grotta trentatré gretti gatti si grattano

Scioglilingua con la R

Stesso discorso vale per la R, lettera con cui possiamo sbizzarrirci con tantissimi giochi di parole. Ecco alcuni scioglilingua con la R famosi:

  • Tre tigri contro tre tigri.
  • Oh che orrore, oh che orrore, ho visto un ramarro verde su un muro marrone.
  • Una rara rana nera nella rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò stanca
  • Sereno è, seren sarà; se non sarà seren si rasserenerà
  • Sopra quattro rossi sassi quattro grossi gatti rossi
  • Porta aperta per chi porta. chi non porta, parta pure poco importa 

Scioglilingua con la S

Discorso analogo vale per la lettera S, insidiosa soprattutto quando si parla di doppie. Ecco alcuni scioglilingua divertenti per esercitarci con la S:

  • Sa chi sa se sa chi sa, che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa, ne sa più di chi ne sa.
  • A che serve che la serva si conservi la conserva se la serva quando serve non si serve di conserva?
  • Sessantasei assassini andarono ad Assisi tutti e sessantasei assassinandosi.
  • Assolto in assise l’assassino dell’assessore di Frasassi in missione segreta a Sassari.
  • Scopo la casa, la scopa si sciupa; ma, se non scopo sciupando la scopa, la mia casetta con cosa la scopo?
  • Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca.

Scioglilingua con la Z

Anche la Z può metterci il cosiddetto bastone tra le ruote, ancor di più quando si tratta di doppie, stesso discorso che vale per la S. Ecco qualche scioglilingua divertente per esercitarci con la Z:

  • Una puzzola puzzona spazza un pezzo di pazza pezza che puzza in un pozzo che spazzola una pozza spazzata.
  • Con la tazza un mezzo pazzo vuota il pozzo del palazzo.
  • Dietro il palazzo c’è un povero cane pazzo, date un pezzo di pane al povero pazzo cane.
  • Una zuppa e una zappa rovesciano la zuppa su di una zecca.
  • Due tazze strette in due strette tazze.
  • Nel pozzo di San Patrizio c’è una pazza che lava una pezza. Arriva un pazzo, con un pezzo di pizza e chiede alla pazza se ne vuole un pezzo. La pazza rifiuta. Allora il pazzo prende la pazza, la pezza e la pizza e li butta nel pozzo di San Patrizio, protettore dei pazzi.

Scioglilingua con la C

Con la C, chiudiamo il nostro elenco di scioglilingua tattici. Ecco qualche scioglilingua utile per esercitarci con la C:

  • Dalla doccia una chiocciola sgocciola come una gocciola
  • C'era una volta una cincibiriciaccola, che aveva centocinquanta cincibiriciaccolini. Un giorno la cincibiriciaccola disse ai suoi centocinquanta cincibiriciaccolini: "Smettetela di cincibiriciaccolare sempre, altrimenti un giorno non cincibiriciaccolerete più"
  • Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.
  • Ciò che è, è; ciò che non è, non è; ciò che è, non è ciò che non è; ciò che non è, non è ciò che è
  • Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli. Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l’esca e torno dalla pesca.

Negli scioglilingua che vi abbiamo consigliato, spesso le lettere che abbiamo preso in esame si alternano in una stessa frase, proprio perché sono quelle su cui ci si allena solitamente di più.

Di seguito trovate un po’ di scioglilingua particolarmente lunghi e difficili, utili per velocizzarci nella pronuncia della “GL” e delle doppie:

  • Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l’Arcivescovo di Costantinopoli?
  • Un empio imperator di un ampio impero scoppiar fece una guerra per un pero; credeva conquistare il mondo intero l’imperator, ma perse l’ampio impero.
  • Il mondo è fatto a scale: chi le scende e chi le sale. Chi le scende troppo in fretta gli si sciupa la scarpetta. Se la scarpa ha il laccio sciolto, collo scialle scalda molto. Lo scialle non è sciarpa, la sciarpa non è scarpa, il furbo non è sciocco, tira il laccio è sciolto il fiocco.
  • Avevo una graticola da ringraticolare. La portai dal caporingraticolatore delle graticole, ma il capo ringraticolatore delle graticole non c’era. Allora me la ringraticolai da me e me la ringraticolai meglio del capo ringraticolatore delle graticole.
  • Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo. Tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle, figlio di Apollo.
  • Verso maggio con un paggio vo in viaggio. Non vaneggio, né motteggio; forse è peggio! Se mi seggo, più non reggo: mangio o leggo. Se non fuggo qui mi struggo, ma se fuggo vado al poggio e un alloggio là mi foggio, sotto un faggio, con coraggio.
  • Ti che te tacchet i tacc’, tacchem i tacc’! Chi? Mi, taccat’ i tacc’ a ti, che te tacchet i tacc’. Taccheti ti i tó tacc’, ti che te tacchet i tacc’.
  • Sul tagliere l’aglio taglia, non tagliare la tovaglia; la tovaglia non è aglio, se la tagli fai uno sbaglio
  • Figlia, sfoglia la foglia sfoglia la foglia, figlia.
  • Filastrocca sciogligrovigli con la lingua ti ci impigli, ma poi te la sgrovigli basta che non te la pigli.

Oltre agli scioglilingua, possiamo consigliarvi altri esercizi per imparare a parlare più velocemente, scandendo bene le parle. Ad esempio, è molto utile esercitarsi nella lettura ad alta voce.

Potete giocare sul ritmo, leggendo prima alla vostra velocità, pronunciando sempre ogni lettera con chiarezza (un po’ come ci facevano fare alle scuole elementari), e poi aumentando un po’ l’andatura.

Una volta fatto questo, potete sbizzarrirvi con la creatività, aggiungendo una parola  a ripetizione in una stessa frase, per ogni termine. Una frase come “Il gatto si sdraia sul prato e dorme al sole” può  diventare “Il cane gatto cane si cane sdraia cane sul cane prato cane e cane dorme cane al cane sole cane”. Otterrete tante frasi senza senso, ma con una parlata più veloce. Con la pratica, potete ricorrere a parole sempre più lunghe e complesse.

Un altro esercizio utile è parlare sempre ad alta voce, ma con una penna in bocca, in orizzontale stretta tra i denti. Questo esercizio è molto utile per allenare la lingua, e anche per migliorare nella pronuncia. Potete leggere innanzitutto ad alta voce, ma anche  parlare con qualcuno, ammesso che riusciate a non ridere.

È un’attività a dir poco fastidiosa, ma anche leggere un testo all’indietro è un buon allenamento per abituarsi a parlare più rapidamente. La lettura all’indietro costringe il cervello a lavorare di più, ad orientarsi rapidamente tra le lettere.

Per finire, e questo potrebbe anche mandare un po’ in confusione i vostri amici, potete inserire nei vostri discorsi paroloni complicati. Come “Irrefragabile”, “inoppugnabile”, o “Trascendentalmente”. Usare parole lunghe e complesse all’interno di un discorso è un ottimo allenamento per velocizzarvi nella comunicazione.

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo. L’unico modo per imparare a parlare più rapidamente, alla fine è l’esercizio. È importante allenarsi ogni giorno, almeno per 5-10 minuti. In poco tempo dovreste avere una lingua molto più allenata, in modo da fare un’ottima figura sul lavoro e in ogni conversazione con altri.

Articolo a cura di Vittoria Marchi

 

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