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Parlare in Radio: la Tecnica della Lettura Improvvisata

Parlare in radio lettura imrpovvisata

Una delle questioni che mi trovo più spesso ad affrontare con gli allievi dei Corsi di Conduzione Radiofonica di Radiospeaker.it è quella della lettura del testo. Per aiutare gli allievi a leggere un testo senza restare ingabbiati nella lettura, ho sviluppato la Tecnica della Lettura Improvvisata.

Partiamo dal presupposto che il 50% del successo di un talk radiofonico dipende dal modo con cui abbiamo scritto il testo. Ci sono varie tecniche di cui abbiamo già parlato, come la Tecnica dell’Aida che spiego nel libro Teorie e Tecniche di Conduzione Radiofonica e la tecnica del Parlare nella Tastiera.

Se il testo è scritto bene, strutturato bene e pensato per il parlato, ora non ci resta che leggerlo senza far capire che si sta leggendo. La difficoltà è proprio questa: “Come faccio a leggere un testo senza far capire che sto leggendo?” 

Nel momento in cui ci si approccia alla radio non è pensabile poter leggere un testo come ci hanno insegnato a scuola: senza un minimo di interpretazione, naturalezza e innescando quella fastidiosa cantilena. Mi permetto di aprire una piccola polemica:  i primi a dover seguire un corso di dizione/lettura interpretativa dovrebbero essere proprio i professori di italiano. (Senza offesa).

Leggere un testo per la radio: la lettura improvvisata

Per leggere un testo, senza far percepire la lettura, potremmo adottare la tecnica della lettura improvvisata.  Proviamo ad immaginare il testo come un tappeto elastico dalla quale saltar fuori ogni volta che si vuole. Leggo una parte del testo e aggiungo una piccola parte improvvisata, leggo una parte e improvviso. Boing, Boing, Boing. Salto fuori dal testo, improvviso e riatterro sul testo. Di nuovo, salto fuori dal testo, improvviso e riatterro sul testo.

Mi spiego meglio: mentre leggo il testo così come l’ho scritto, ne esco fuori con commenti a margine, piccoli intercalari, riflessioni improvvisate, pause naturali. Tutto questo fa sì che emerga la naturalezza, rende il nostro discorso meno rigido e “perfetto”, fa venire fuori l’improvvisazione con il mio vero modo di parlare naturale e arricchisce il testo di colore con commenti. Occhio solo a non esagerare con l’improvvisazione, altrimenti si rischia di sforare con i tempi.

La lettura improvvisata ci permette quindi di “raccontare una storia” senza perderci e senza sbagliare, arricchendola di improvvisazione, naturalezza e colore.

Aggiungiamoci anche un pizzico di ritmo e di sorriso ed il gioco è fatto 😉

Buona lettura improvvisata.

Giorgio d'Ecclesia

Giorgio d'Ecclesia

Founder & Ceo di Radiospeaker.it, Dizione.it e Programmiradiofonici.it. Conduttore radiofonico per Radio Globo, Organizzatore del World Radio Day, Autore del libro "Teorie e Tecniche di Conduzione Radiofonica". Consulente e Formatore Radiofonico. Leggi i miei articoli

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