Addio a Radio 19: Il gruppo di Radio Number One acquista le frequenze
E’ la dura legge delle emittenti locali. Da Nord a Sud continuano a spegnersi i microfoni, lasciandoĀ a casa interi team di speaker e redazioni giornalistiche. Questa volta a dover posare le loro cuffieĀ sono i giornalisti liguri di Radio 19, la radio del Secolo XIX, dal 2013 sotto la guida delĀ professionista Michele Corti.
Proprio quest’ultimo ha voluto salutare e ringraziare gli ascoltatori con un post sulla paginaĀ Facebook di Radio 19:
“Cari Amici, siamo arrivati alla fine di un bellissimo viaggio e mi sembra giusto ringraziare tutta la squadra che ho avuto il piacere e l’onore di selezionare eĀ allenare …. Volevamo una Radio vicina ai liguri e al territorio. Che informasse in modo puntualeĀ ma che raccontasse anche quello che di bello e buono c’ĆØ. Per condividerlo, valorizzarlo …. DaĀ lunedƬ 2 novembre ci sarĆ una nuova proprietĆ . Si fermeranno le nostre trasmissioni, i nostriĀ notiziari, le nostre dirette sportive. Grazie a tutti i nostri ascoltatori che con il loro apprezzamentoĀ ci hanno fornito lāenergia per vivere questi 3 anni sempre al massimo”.
Da queste parole si capisce che per Radio 19 ed i suoi ascoltatori ĆØ la fine di un’era. Dalle primeĀ indiscrezioni infatti si parla dell’acquisizione delle frequenze dell’emittente genovese da parte delĀ gruppo di Radio Number One. Quindi, non si esclude che in un futuro prossimo la radio torni aĀ trasmettere in altre vesti.
Ultimamente, ci troviamo molto spesso a parlare della questione che vede la radio diventareĀ sempre più un prodotto commerciale a discapito dei gusti degli ascoltatori e togliendo cosƬ dalĀ mercato le radio “minori” per fare spazio a grandi network con programmi e nomi pronti ad attirareĀ gli sponsor.Ā Senza dubbio la radio ĆØ un mezzo di comunicazione adatto alla diffusione di pubblicitĆ a trattiĀ anche più forte della tv, perchĆØ arriva dappertutto e sta trovando sempre più spazio sul web, maĀ questa filosofia finisce con lo snaturare il vero obiettivo della radio: intrattenere ed informare.
Gli ascoltatori sono pronti per questa “globalizzazione” radiofonica o iniziano a sentire laĀ mancanza delle radio locali?
Articolo a cura di Maria Giovanna Tarullo