Gliwice: la radio dove cominciò la seconda Guerra Mondiale

Storia della Radio

Gliwice: la radio dove cominciò la seconda Guerra Mondiale

Cosa c'entra il 2° conflitto mondiale con la radio? In verità molto perchè da una radio a Gliwice cominciò una delle guerre più tragiche della Storia. Gliwice è una città che oggi si trova in Polonia, ma nel 1939 era territorio della Germania, in prossimità del confine tra i due paesi.

E' il 31 agosto 1939: verso sera, due automobili oltrepassano il cancello della stazione radio di Gliwice, dove si innalzano due grandi torri di trasmissione in legno. Scendono sette uomini che entrano nell’edificio, e con facilità sopraffanno i tre tecnici al lavoro: il capo della banda spara dei colpi in aria e ordina ai presenti di eseguire i loro ordini.

Poi un altro afferra il microfono e in lingua polacca grida: “Uwage! Tu Gliwice. Rozglosnia znajduje sie w rekach Polskich”  cioè “Attenzione! Qui è Gliwice. La stazione di trasmissione è in mano polacca“. Mentre l'uomo continua a parlare, uno degli operatori spegne l’impianto elettrico. Sono comunque sufficienti quelle prime nove parole volate nell’etere per innescare la tragica serie di eventi che porterà alla seconda guerra mondiale.

Poi i sette uomini se ne vanno velocemente, lasciando sui gradini d’ingresso alla stazione un uomo in uniforme polacca con un colpo di pistola alla fronte.

Intanto, ogni stazione radio tedesca comincia a ritrasmettere le parole diffuse nel comunicato, mentre a Londra la BBC riporta la notizia dell’attacco alla stazione radio, appena oltre il confine polacco.

Poco dopo arriva la dichiarazione ufficiale dell’agenzia di stampa tedesca, che riferisce di un attacco avvenuto intorno alle ore 20, quando dei polacchi sono penetrati nella stazione radio e hanno diffuso un comunicato nella loro lingua. La polizia, secondo i rapporti, riesce a intervenire nel giro di quindici minuti, e uccide molti degli uomini del commando, ma non viene fornito un numero preciso.

Il giorno dopo, il 1° settembre del 1939, Adolf Hitler, per vendicarsi, dichiara guerra alla Polonia, colpevole di aver violato il territorio tedesco. I governi europei, però, furono informati dalla Germania che la Polonia aveva dato inizio alla guerra.

Fu solo durante i processi di Norimberga che si venne a sapere qualche notizia su Gliwice: Alfred Naujocks, ufficiale delle SS, ammise di aver guidato l’operazione del 31 agosto 1939, secondo l'ordine di Reinhard Heydrich e Heinrich Müller (capo della Gestapo). Solo nel 1958 però si seppero tutti i dettagli, quando lo scrittore britannico Comer Clarke riuscì a rintracciare Alfred Naujocks, che viveva ad Amburgo.

L’ufficiale delle SS e i suoi sei uomini, con uniformi polacche, avevano sequestrato la stazione radio e diffuso il comunicato in lingua polacca, fingendo di essere sabotatori anti-tedeschi. Per rendere l’azione più verosimile, i nazisti lasciarono il corpo di un uomo in uniforme polacca: era il cadavere di un contadino slesiano di 43 anni, arrestato il giorno prima dalla Gestapo e ucciso con un’iniezione letale, anche se ufficialmente risultava morto per un colpo di pistola alla fronte. Il suo nome era Franciszek Honiok, la prima delle molte vittime della seconda guerra mondiale, scelto probabilmente perché di sentimenti anti-tedeschi e coinvolto in alcune rivolte contro la Germania, che all’epoca dominava sulla Slesia.

Parlando con Clarke, l’ex SS ammise “Sì, ho iniziato tutto io, non credo che nessuno si occuperà di me ora”. E infatti non venne mai processato per crimini di guerra: morì d’infarto nel 1966, dopo aver passato gli anni successivi alla fine del conflitto a favorire attivamente l’espatrio di molti criminali nazisti in Sud America.

Di Franciszek Honiok invece non si parlò più per decenni: nessuno voleva andare a fondo a quell’assurda vicenda che aveva scatenato il disastroso conflitto mondiale. Nemmeno i parenti, che non hanno mai saputo dove fosse sepolto il suo corpo, osavano chiedere spiegazioni sulla sua dolorosa fine, quasi fosse una colpa essere stato ucciso per dare inizio alla guerra.

Dal 2005, la stazione radio di Gliwice è diventata un museo e la torre di legno alta 118 metri viene usata solo per i servizi di telefonia mobile e trasmissioni in FM.

Molte fonti sul web dichiararono questo fatto una Fake News: l'attacco era stato fatto da SS tedesche che indossavano le divise polacche. Nessuno se ne accorse e il giorno seguente Hitler annunciò la sua decisione di invadere la Polonia.

Articolo a cura di Francesco Pinardi

 

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