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Radio, la voce dei rifugiati: il progetto dei giovani camerunesi

Nasce un programma radiofonico che racconta la storia dei rifugiati. I protagonisti sono proprio loro: ragazzi camerunesi con la passione per la radio

Perché la radio resta il media più dinamico

La radio è un mezzo universale, uno strumento di aggregazione sociale. A Yaoundé, capitale del Camerun, un gruppo di giovani rifugiati ha deciso di iniziare a registrare programmi nell’ambito del progetto Mégaphone. Il programma condotto dai ragazzi affronta temi legati ai problemi dei profughi, considerando soprattutto tutti coloro che sono costretti ad abbandonare il proprio Paese.

La passione per il giornalismo, la voglia di fare radio e mettersi in gioco, permette a questi ragazzi di dare un contributo notevole. La comunicazione è il principio di tutto e il poter interagire, approfondire e raccontare, aiuta certamente a non sentirsi isolati. Il programma è supportato anche dai contributi dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Dunque, il supporto istituzionale rappresenta una colonna portante di questo progetto tanto utile quanto necessario. Il portavoce UNHCR in Camerun, Xavier Bourgois, secondo quanto riportato da euronews.com, ha dichiarato: “Siamo convinti che le persone adatte nel parlare dei temi legati ai rifugiati, siano i rifugiati stessi. Siamo soddisfatti di vedere in loro, tanto entusiasmo”.

L’obiettivo, dunque, è raccontare storie direttamente dagli interessati, di chi ha vissuti e vive ancora oggi questo tipo di problematica sociale. Molto spesso, l’informazione è ristretta e quindi risulta necessario diffondere delle storie per comprendere fino in fondo le diverse questioni. Inoltre, come sottolinea Emmanuel Ambei, “l’obiettivo è non far sentire un nostro fratello abbandonato”, ma coinvolgerlo pienamente. Il progetto dei tanti appassionati mira soprattutto alla speranza. Quella speranza, che un giorno, il loro Paese possa ritornare a splendere completamente. I programmi registrati verranno trasmessi dalla radio nazionale e da molti altri media dal 20 giugno, la Giornata mondiale del rifugiato. Il sogno di questi giovani è riuscire a creare una radio tutta loro. La voce dei rifugiati ma anche della speranza di una vita migliore.

Agostino D'Angelo

Agostino D'Angelo

Ossessionato dallo sport. Calcio e tennis, due filosofie di vita. Da un tie-break ho imparato il valore dell'opportunità, da un calcio di rigore l'importanza di non sprecarla. Leggi i miei articoli

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