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Rai vs TER: si va verso un adeguamento del metodo di indagine ma per la Rai è tardi

Continua il botta e risposta fra Rai e TER ma cosa succederà nel 2024?

Rai vs TER: si va verso un adeguamento del metodo di indagine ma per la Rai è tardi

Fra pochi giorni si aprirà la campagna di TER – Tavolo Editori Radio per l’adesione alle indagini d’ascolto relative al 2024 ma ancora non è ben chiaro quale sarà il futuro di questa indagine alla luce dei recenti avvenimenti che hanno messo sotto i riflettori TER e i metodi di rilevazione utilizzati, secondo alcuni non più adeguati. Nei mesi scorsi si è parlato tanto di futuro dopo la presa di posizione della Rai che uscirà da TER nel 2024, se non ci sarà un cambio netto nel metodo di rilevazione dei dati che sia al passo con i tempi e con le nuove tecnologie di diffusione del mezzo radiofonico.

La stessa AgCom si era fatta sentire in merito e, nella Relazione Annuale 2023 pubblicata a luglio, aveva definito il metodo di rilevazione TER anacronistico, non rispondente al mercato odierno mostrando, inoltre, un calo nell’ascolto radio negli ultimi 5 anni. Calo che però non viene messo in risalto da TER, che in un comunicato diffuso nelle ultime ore guarda ai tempi più recenti in cui “rispetto al primo semestre 2022, gli ascoltatori sono aumentati di quasi 3 milioni, con un +8,8% nel giorno medio e un +17,7% nel quarto d’ora medio” ha precisato Federico Silvestri, presidente di TER.

Arriva il comunicato di TER, Federico Silvestri: “lavoriamo alla nuova indagine entro il 2025”

È però importante evidenziare come lo spirito che muove l’attività di TER sia  improntato al futuro ed alla continua ricerca di quelle evoluzioni che potranno accompagnare la Radio ad offrire la maggior profondità di analisi al mercato ed a tutti gli stakeholder ha dichiarato Silvestri – ed è questo quello che abbiamo anticipato all’Autorità, confermando la nostra volontà e disponibilità ad adeguarci alle indicazioni e prescrizioni di AGCOM relativamente alla necessità della tempestiva adozione del modello e della struttura del JIC (Joint Industry Committee) e a recepire le indicazioni relative alla evoluzione metodologica dell’indagine“. 

TER è partecipata dalla quasi totalità delle componenti produttive pubbliche e private, nazionali e locali della radiofonia italiana – si legge nel comunicato – Tra gli scopi statutari, il principale è quello di curare la rilevazione degli ascolti radiofonici in Italia. Conseguentemente, TER, realizza l’indagine avvalendosi di primari istituti di ricerca: GfK Italia Spa e Ipsos Srl (quanto all’indagine principale) e Doxa Spa (quanto all’indagine parallela). L’Indagine è inoltre soggetta a controllo da parte di un soggetto terzo, PWC Advisory Spa, tra i principali player a livello mondiale. 

TER da Media Owners Committee a Join Industry Committee

TER ha già da tempo aperto un canale di comunicazione con le componenti del mercato – UPA e UNA – invitandole formalmente all’apertura di un tavolo di discussione finalizzato alla costituzione di un JIC e all’individuazione congiunta dell’evoluzione della metodologia di rilevazione – ha proseguito Silvestri – UPA e UNA hanno prontamente e positivamente aderito all’invito ed è già stato dato il via a una fitta serie di incontri, in uno spirito costruttivo ed in una comunanza di obiettivi, per la definizione di una road map utile a favorire un ideale passaggio di testimone tra le due currency. Il nostro obiettivo è costituire il JIC (Joint Industry Committee) nel corso del 2024 per dare vita alla nuova indagine nel 2025.

Un organismo JIC (Joint Industry Committee) lavora a controllo incrociato riunendo tutte le componenti del mercato: gli investitori pubblicitari, le agenzie e i centri media, gli editori. TER –Tavolo Editori Radio srl adesso è un MOC (Media Owners Committee) costituito nel 2016 tra le componenti editoriali del settore radiofonico locale e nazionale italiano per svolgere attività di rilevazione, con finalità statistica, dell’ascolto del mezzo radio e delle emittenti radiofoniche in tutte le loro caratteristiche tecnologiche e territoriali, su tutte le piattaforme trasmissive e con criteri universalistici di campionamento.

Il punto è proprio la richiesta di AgCom dell’adeguamento di TER che possa diventare al più presto un JIC adeguandosi alle tecnologie e ai tempi odierni.

La Rai non ci sta, Flavio Mucciante: “anche nel 2024 non avremo dati affidabili”

Non tarda ad arrivare la risposta della Rai che a 24 ore dalla diffusione del comunicato di TER, replica con Flavio Mucciante, vicedirettore della Direzione Radio della Rai.

“Nonostante la durissima presa di posizione dell’AgCom, apprendiamo che anche nel 2024 non avremo dati affidabiliDel resto – spiega Mucciante – il presidente Silvestri, anche nella sua ultima dichiarazione, rilancia come un sorprendente risultato i 3 milioni di ascoltatori in più, registrati in solo semestre, quando tutti sanno che quel dato è stato drogato da martellanti campagne di autopromozione e da un questionario obsoleto“.

E poi – si chiede il vicedirettore di Radio Rai – come fa Silvestri a dire che Ter rappresenta la quasi totalità delle componenti pubbliche della radiofonia italiana? Chi ha interesse a tenere fuori la Rai? “Chi sceglie di investire su una rete del Servizio pubblico lo fa per un preciso posizionamento culturale e sociale. La sola presenza della Rai al tavolo è garanzia di affidabilità”.

Mucciante: “la predidenza TER prenda atto della bocciatura di AgCom e faccia un passo indietro”

“È di tutta evidenza che, in questo scenario, non possiamo prendere in esame una riedizione di Ter – dice Mucciante – ma saremmo pronti ad entrare subito in una nuova società per una nuova indagine, che abbia tutti gli elementi indicati da AgCom“. Una ricerca “integrata con altri strumenti, anche di rilevazione passiva, come il meter. E non solo, come propongono alcuni, con l’ascolto digitale, che rappresenta ancora una percentuale troppo esigua rispetto al totale“. Radio Rai non può stare sul mercato senza ascolti – sostengono alcuni. Ma un’indagine seria – secondo Mucciante “non può prescindere dalla presenza delle reti del Servizio Pubblico“.

Cosa augurarci, allora, in questo scenario, per il futuro della radio in Italia? Mucciante non ha dubbi: “che la presidenza di Ter con un atto di responsabilità, che finora non c’è stato, prenda atto della bocciatura di AgCom, del fallimento delle scelte di questi ultimi anni, facendo un passo indietro, che consenta l’avvio di una fase nuova : una nuova società con editori, investitori e pubblicitari e una nuova Audiradio, alla quale Rai ha già manifestato la sua convinta adesione“.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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