Verona: nuovo valore per il patrimonio Unesco grazie al Museo della Rad

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Verona: nuovo valore per il patrimonio Unesco grazie al Museo della Rad

Il 30 novembre 2000 la XXIV assemblea plenaria del World Heritage Committee (W.H.C.)  ha iscritto Verona nella World Heritage List (W.H.L).

E’ precisamente il centro storico ad essere stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO: i limiti dell’area sono definiti dalle mura magistrali, a cui appartiene Porta Vescovo, innalzata sotto la Repubblica Veneta nel 1520, sulla presistente cinta scaligera di fine Duecento.

Porta Vescovo, così chiamata dalla gabella che un tempo veniva riscossa in nome del prelato, si presenta oggi con splendida impostazione rinascimentale ad est e in stile asburgico verso la città, ma versa in uno stato di trascuratezza che non rende merito al suo titolo Unesco e a tutto il quartiere storico in cui sorge.

L’associazione “Museo della Radio” ha presentato all’amministrazione comunale un progetto concreto per riqualificare il sito, restituendo dignità e fruizione pubblica. Bonifica e pulizia esterna ed interna per allontanare accampamenti temporanei e riavvicinare cittadini e turisti, manutenzione della struttura artistica, illuminazione adeguata per garantirne la sicurezza e sottolinearne le linee architettoniche, rinnovamento interno ed esterno, mantenimento e conservazione, messa in sicurezza.

Il progetto è stato accettato e all’associazione è stata assegnata Porta Vescovo come sede per ospitare parte della collezione, unica al mondo, del “Museo della Radio”, esistente a Verona dal 1999 e prima allestito in altro loco, con una media di oltre 10.000 visitatori all’anno.

Nel 2022 i pezzi più rappresentativi saranno collocati in Porta Nuova, parte della medesima cinta muraria, ma all’opposto della città, rispetto a Porta Vescovo, mentre in quest’ultima si mira a mantenere l’esposizione permanente con filo conduttore la comunicazione a Verona, “VR900”, che verrà inaugurata il 26 marzo 2020, data non casuale...

La collezione - La collezione integrale ha un valore inestimabile e ha il suo oggetto di punta nell’antenna wireless da cui Guglielmo Marconi, dal panfilo Elettra nel porto di Genova, il 26 marzo 1930 lanciò il segnale che accese le luci a Sydney.

Centinaia di altri cimeli raccontano la storia della radio e dei mezzi di comunicazione, dalla straordinaria invenzione del wireless ad opera di Marconi, alle sue applicazioni. La sua presenza in Porta Vescovo vuole ridare visibilità e tutela ad un sito di Verona poco noto ai più, ma non meno affascinante degli altri che ne hanno fatto una delle mète turistiche più frequentate a livello mondiale.

«Riqualificazione attraverso la cultura – spiega il presidente dell’associazione e curatore museale Francesco Chiànteraè il nostro obiettivo. Il nostro non è un “evento spot”, ma un progetto a larga portata, per raddrizzare una situazione borderline di degrado, attraverso una pianificazione competente e la creazione di un polo espositivo ad ingresso libero per cittadinanza e turisti tutti. Un monumento che è patrimonio Unesco deve essere conservato, tutelato e reso fruibile a tutti. L'associazione “Museo della Radio” si è impegnata anima e corpo per trasformare un’idea in un progetto che ora si sta per realizzare, grazie al sostegno ricevuto dal Comune.

Per concretizzare il risultato è ora fondamentale anche il coinvolgimento della collettività, dei cittadini e delle attività circostanti la zona, allargandosi a tutti i soggetti che riusciranno a vedere in questo miracolo di rigenerazione anche un’opportunità per creare un altro prezioso indotto turistico per la nostra città, patrimonio fra i patrimoni d’Italia. 

Vogliamo bene a Verona: merita cura in ogni sua parte e questo è il nostro contributo per concretizzare tale intento».

Il 26 marzo 2020, dalle 10.30, si inaugurerà la mostra in Porta Vescovo: prima concretizzazione delle sinergie internazionali potenziali al progetto sarà il collegamento via internet con la città australiana di Sidney, la cui amministrazione ha dato immediata ed entusiasta disponibilità ad accendere, come 90 anni fa, le luci in onore di Guglielmo Marconi, in un ideale gemellaggio scientifico e culturale con Verona.

Sostenere questo progetto significa:

  1. Riqualificare Porta Vescovo, un bene storico di Verona, dichiarato patrimonio Unesco e immeritatamente lasciato ai margini dell’attenzione;
  2. Valorizzare la collezione del Museo della Radio, un’eccellenza culturale e turistica di Verona, che ricostruisce la storia mondiale del wireless e della comunicazione;
  3. Restituire sicurezza ad un’area troppo spesso trascurata e in pericolo di degrado, restituendo al quartiere e alla città un monumento che sarà poi liberamente fruibile.

I risultati ricadranno positivamente su tutta la comunità locale e con richiamo internazionale.

E’ possibile contribuire, nella misura voluta, allo sviluppo del progetto, ottenendo le agevolazioni fiscali dell’Art Bonus: Interventi di manutenzione e tutela, protezione e risanamento

Comunicato stampa Museo della Radio di Verona

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