World Radio Day 2026: la radio si prende il suo spazio
Presentato a Sanremo l’evento del 9 marzo a Milano.
Si è tenuta il 25 febbraio, nella Sala Stampa “Lucio Dalla” a Sanremo, la conferenza stampa di presentazione del World Radio Day 2026, l’evento italiano ufficiale dedicato alla Giornata Mondiale della Radio istituita dall’UNESCO, che ricorre il 13 febbraio.
L’appuntamento di quest’anno si terrà il 9 marzo 2026 al Talent Garden Calabiana di Milano. Una scelta precisa: evitare la sovrapposizione con il Festival e con le Olimpiadi Invernali, per dare alla radio il tempo, l’attenzione e lo spazio che merita.
La conferenza stampa, moderata da Umberto Labozzetta, consulente Radio Rai, ha visto la partecipazione di Giorgio d’Ecclesia, CEO & Founder di Radiospeaker.it e organizzatore del World Radio Day, Fabrizio Casinelli, Direttore della comunicazione Rai, Luca Barbarossa, speaker di Rai Radio 2 e conduttore di Radio2 Social Club, e Maurizio Gugliotta, CEO di EarOne.
World Radio Day 2026: tema centrale radio e intelligenza artificiale
Il tema scelto dall’UNESCO per quest’anno è “Radio e Intelligenza Artificiale”, un argomento che sarà al centro dei panel in programma a Milano. L’AI sta trasformando il settore, ma la riflessione sarà concreta: tecnologia come supporto, non come sostituzione della creatività e dell’identità umana che da sempre caratterizzano la radio.
Accanto all’intelligenza artificiale, si parlerà di prominence – ovvero il tema della progressiva scomparsa del tasto “radio” dai cruscotti delle automobili a favore di piattaforme che intermediano l’accesso ai contenuti – con il coinvolgimento di Confindustria Radio Televisioni ed esperti del settore. Spazio anche a panel dedicati alla vendita pubblicitaria e all’evoluzione del mercato.

Il Premio EarOne ad Alfa
Durante la conferenza stampa, Maurizio Gugliotta ha annunciato che sul palco del World Radio Day 2026 verrà premiato il brano più trasmesso dalle radio italiane nel 2025: “A me mi piace” di Alfa e Manu Chao.
L’artista sarà presente a Milano per ritirare il riconoscimento il 9 marzo 2026.
Gugliotta ha ribadito un concetto chiave: “La radio è libera e la radio è gratis”. Attraverso l’Airplay Report di EarOne – che monitora e certifica i passaggi radiofonici – emerge come il valore della radio non sia legato solo alle major: l’artista più trasmesso nel 2025, Alfa, è infatti un indipendente.
“La radio non deve dimenticarsi di mostrare i propri numeri. E se i numeri sono fondamentali per la pubblicità, lo sono anche per la musica. Noi li rendiamo pubblici, perché ascoltiamo per dare valore” ha ribadito Gugliotta.

Annunciato Fabio Volo fra gli ospiti del WRD26
Nel corso dell’incontro, Giorgio d’Ecclesia ha annunciato tra gli ospiti anche Fabio Volo, speaker di Radio Deejay e voce de “Il Volo del Mattino”.
Confermata una partecipazione trasversale e rappresentativa dell’intero panorama radiofonico nazionale:
Gerry Scotti, Linus e Roberto Ferrari (Radio Deejay), Jake La Furia, Camilla Ghini e Daniele Battaglia (Radio 105), Rosaria Renna e Filippo Firli (Radio Monte Carlo), Melissa Greta e Andrea Rock (Virgin Radio Italy), Mary Cacciola, Flavia Cercato, Stefano Meloccaro e Benny (Radio Capital), Marco e Raf (Radio Kiss Kiss), Matteo Campese e Niccolò Giustini (RTL 102.5), Marco Caputo (RAI), Massimiliano Montefusco (RDS) e tanti altri presenti sul sito ufficiale del World Radio Day.
Un dato significativo: nessun ospite viene pagato per partecipare. Un segnale forte di appartenenza e di riconoscimento verso un mezzo che continua a unire il settore.

Il servizio pubblico e la sfida comunicativa
Alla domanda su quale sia oggi la sfida comunicativa del servizio pubblico e se il World Radio Day aiuti la radio a ribadire il proprio ruolo nel mercato, Fabrizio Casinelli ha risposto:
“Siamo felicissimi di essere media partner del World Radio Day e di concedere il patrocinio della Rai. Saremo presenti a Milano il 9 marzo per parlare anche dell’apertura di Radio Rai a nuove voci. Troppe volte hanno dato la radio per morta, invece la radio resiste, continua a regalare emozioni e a raccontare momenti importanti della vita. È il mezzo che ha saputo dialogare con i social, integrandoli. È rimasto l’unico mezzo di comunicazione gratuito che continua a resistere. Le radio locali e le radio private – ha sottolineato infine Casinelli – sono un patrimonio che va salvato.”
Il coraggio della radio
Il World Radio Day è ormai diventato un vero e proprio “conclave” della radiofonia italiana.
Alla domanda su quale frontiera la radio debba superare e quale coraggio debba avere, Giorgio d’Ecclesia ha risposto in modo netto:
“La radio locale deve avere il coraggio di essere sempre più locale. Deve valorizzare il territorio e non emulare le radio nazionali.”
Un messaggio chiaro, che riporta il mezzo alla sua essenza: prossimità, identità, comunità.
Il World Radio Day 2026 sarà ancora una volta un evento gratuito, come la radio stessa. Un luogo di confronto, numeri, idee e visione.
Perché la radio non chiede spazio: se lo prende.