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Fabio Caressa al World Radio Day 2026: “L’emozione prima del grande evento non cambia mai”

Fabio Caressa al World Radio Day 2026: “L’emozione prima del grande evento non cambia mai”

Al World Radio Day 2026, sul main stage, Fabio Caressa ha raccontato il suo percorso professionale, il rapporto con la radio e il valore dell’emozione in un mestiere che, dopo decenni, continua a far battere il cuore.

Fin dalle prime battute emerge uno degli aspetti più autentici del suo lavoro: l’emozione non svanisce mai, nemmeno dopo anni di carriera. Prima di ogni grande evento, infatti, resta sempre “quel batticuore” che accompagna chi vive davvero il racconto sportivo.

Dagli inizi tra fantasia e radio: la passione che diventa professione

Caressa ripercorre i suoi esordi, quando giovanissimo scriveva con grande fantasia per la rivista Cioè, immaginando interviste a icone della musica. Un esercizio creativo che, come sottolinea lui stesso, è sorprendentemente vicino a ciò che serve in radio: immaginazione, ritmo e capacità di raccontare.

Il passaggio alla radio arriva presto: già dalla fine degli anni ’80 inizia a raccontare le partite di Lazio e Roma, trasformando una passione per lo sport e il giornalismo in una carriera che dura da oltre quarant’anni.

Il valore della squadra: Fabio Caressa dalla radio alla TV

Uno dei temi centrali dell’intervento è il lavoro di squadra. Nonostante il ruolo spesso percepito come individuale, Caressa sottolinea come ogni progetto di successo sia sempre il risultato di un gruppo solido alle spalle.

L’esperienza con programmi come Deejay Football Club, insieme a Ivan Zazzaroni, ne è la dimostrazione: intesa, autoironia e stima reciproca sono elementi fondamentali per costruire un racconto credibile e coinvolgente.

Radio e televisione: due linguaggi, una stessa capacità di racconto

Caressa si sofferma anche sulle differenze tra radio e TV, spiegando come la radio richieda maggiore chiarezza, sintesi e precisione, perché priva del supporto delle immagini.

Allo stesso tempo, evidenzia come oggi i due linguaggi si siano avvicinati, soprattutto nel racconto sportivo: ciò che conta davvero è la capacità di trasmettere emozione, indipendentemente dal mezzo.

Caressa wrd 2026

Talento e formazione: cosa serve a un giovane telecronista

Parlando alle nuove generazioni, individua due qualità fondamentali difficili da insegnare: ritmo e colpo d’occhio. Tutto il resto – dal linguaggio alla tecnica – può essere sviluppato con studio e pratica.

Un consiglio su tutti: leggere molto, per avere un lessico ampio e scegliere le parole giuste nel momento giusto, soprattutto in un contesto veloce come quello della telecronaca.

L’importanza dei maestri e delle opportunità

Nel suo percorso, Caressa riconosce il ruolo decisivo di figure come Michele Plastino, che ha creduto in lui fin dagli inizi. Avere qualcuno che ti dà fiducia e ti mette alla prova è fondamentale, soprattutto all’inizio di una carriera.

Un messaggio chiaro anche per chi oggi ha esperienza: dare spazio ai giovani significa contribuire alla crescita dell’intero settore.

Fabio caressa francesco repice world radio day 2026

Crescere ogni giorno: il vero segreto di una lunga carriera

Tra i momenti più significativi, il racconto dell’esperienza ai Mondiali del 2006. Un traguardo massimo per un telecronista, che però non ha segnato un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.

Per Caressa, infatti, il vero motore è continuare a migliorarsi: “la cosa più importante è fare la prossima meglio di quella precedente”. È questo approccio che permette di restare curiosi, motivati e sempre in evoluzione.

Rivivi il World Radio Day 2026 su www.worldradioday.it.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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