Google Chrome blocca alcuni streaming
Da pochi giorni sono stati aggiornati alcuni dei prodotti Google, in particolare il browser più utilizzato del mondo, Chrome, che ha avvisato tutti i suoi utenti inviando una e-mail con tutte novità sui termini di servizio e la cosa a quanto pare colpisce non pochi streaming presenti online.
Sono stati bloccati da Chrome gran parte degli streaming per via di un aggiornamento di sicurezza: nella nuova versione non vengono più accettati siti con contenuti misti, cioè con certificati SSL e non (per intenderci i siti con certificati SSL sono quelli con indirizzi che iniziano con https ed è proprio quella s finale che fa la differenza).
In pratica se i vostro sito, il vostro player e il vostro flusso di streaming non sono tutti in htto o https, Google vi bloccherĆ lo streaming; deve essere tutto sicuro in https o tutto in http.
E ora? Come risolvere il problema nel minor tempo possibile?
Niente paura: alcuni distributori e sviluppatori di prodotti per le radio (come NewRadio) stanno giĆ sostituendo automaticamente i player in http quando il sito e lo streaming fossero giĆ in https, basterĆ fare attenzione ad aver giĆ āembeddatoā il codice del player in https; nel peggiore dei casi basterĆ richiedere ai propri sviluppatori lāattivazione dllo streaming in https.
Se il vostro sito fosse ancora in http invece, basterĆ togliere la s dalla stringa del player, qualora non abbiate giĆ acquistato uno streaming in https.
E se il vostro sito in è in https ma non avete ancora acquistato il flusso di streaming con certificato SSL? Il problema si potrebbe aggirare momentaneamente creando un popup esterno per il player in modalità non sicura (http) e mettendoci il player e lo streaming in http, tenendo quindi sito e player con certificati diversi su due pagine separate; tutto questo naturalmente mettendo in conto di acquistare al più presto un flusso di streaming con certificato sicuro.
Si, sembra tutto abbastanza complesso per i meno esperti, ma per qualsiasi dubbio basterĆ fare una telefonata al proprio distributore per risolvere al meglio il problema.
Articolo a cura di Adriano Matteo