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Il Giornalista Radiofonico: Sintesi e Stile di Conduzione

Giornalismo radiofonico

Siete abituati a scrivere sulla carta stampata? Siete abituati a lunghe chiacchiere al microfono? Bene: se volete fare del giornalismo in radio scordatevi tutto questo! Beh, non esageriamo…! Non allarmatevi: non intendo dire che non siete bravi nel vostro lavoro!

Mi riferisco solo a ciò che invece serve quando si fa giornalismo alla radio: lettura di GR, notizie varie, rubriche… Si prepara il testo e poi si vola davanti al microfono, ma… non ci dilungheremo un po’ troppo? In generale il parlato in questo caso dev’essere piuttosto “spiccio”, altrimenti l’ascoltatore potrebbe annoiarsi (e cambiare canale). Notiziari di pochi minuti (comprensivi di pezzi e servizi) o anche “flash” di 45 o 60 secondi al massimo sono infatti la regola.

Uno stile meno “istituzionale” e più “sportivo”, laddove l’emittente l’apprezzi, può senz’altro aiutare a uno speakeraggio più “rapido” (attenzione: non frettoloso, però!), ma quello che conta di più è la lunghezza delle notizie. Dunque occorre essere sintetici! Qualche dritta?

Anche nel giornalismo radiofonico (non solo quindi nello speakeraggio in generale) vale la famosa “regola delle 5 W”. Penso che sia estremamente preziosa (a me è servito molto), non solo in nome della completezza e correttezza d’informazione, ma anche perché aiuta moltissimo a raggiungere lo scopo, inquadrando brevemente l’essenza di una notizia senza timore di tralasciare le cose più importanti.

Fatto questo, il passo successivo è: via tutti i fronzoli e le ripetizioni (a meno che non vogliate usare delle frasi volutamente a effetto). Scovare tutto ciò che non serve ed eliminarlo senza remore! Anche se si tratta di una sola parola, fatelo. Non sembra, ma si guadagnano secondi preziosi.

Qualche esempio pratico.
Perché dire: “Nel corso della giornata di domani” quando si può benissimo semplicemente dire “Domani”? Oppure: quando si menzionano personaggi famosi, eliminare i nomi e lasciare i cognomi. Dire: “Il Presidente del Consiglio Berlusconi”, senza “Silvio”.. (!) E ancora: evitare i commenti (una regola base spesso dimenticata anche dai giornalisti più blasonati: si deve dire il fatto, non cosa ne pensate!). Perché dire: “la difficile situazione della povera signora X era tale che…” quando si può dire: “la situazione della signora X era tale che…”? Ma l’elenco sarebbe lunghissimo…

Un consiglio a mio avviso molto utile per affinare la capacità di sintesi è leggere e rileggere il pezzo, la notizia o il notiziario appena redatto. Vedrete che a ogni revisione il tutto tenderà ad abbreviarsi e diventerà anche più facile e gradevole da leggere. Possono esistere eccezioni, naturalmente. Inoltre a volte può esserci il problema opposto: la notizia è davvero povera (tipo “comunicato”, ad esempio) e allora in questo caso va “infarcita” un po’…

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