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Deejay Chiama Estate e “il cane Tyson"

Deejay chiama estate cane tyson

In un programma radiofonico di intrattenimento in onda quotidianamente, molti sono gli “ingredienti” importanti da utilizzare per poter dar vita ad un prodotto di qualità. Ci sono le notizie, i racconti, le storie, la musica ma anche tutti quegli elementi in grado di trasmettere spensieratezza a chi ascolta e che a volte possono diventare dei veri e propri “tormentoni”, soprattutto se ideati durante la stagione estiva.

E’ il caso del “cane Tyson moooolto cattivo”, nato dalla fantasia di Nicola Savino e Linus a Deejay Chiama Estate (la versione “estiva”, come dice il nome stesso, di Deejay Chiama Italia). La bellezza di questa gag sta nel fatto che quotidianamente, in occasione di ogni puntata, essa venga puntualmente “ripescata” con l’aggiunta di piccoli dettagli legati alla storia del cane (come la costante necessità di “mangiare crochini”), della sua (presunta ma finta) cattiveria o dei suoi padroni.

Una gag trasformatasi anche in una buona causa, perché sono state messe in vendita su Amazon delle magliette il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza per aiutare gli amici a quattro zampe del cane Tyson, che vivono nel Canile Enpa di Torino, nel Rifugio Fata di Lamezia Terme e nel Parco Canile rifugio di Milano. Insomma, in qualsiasi programma radiofonico anche questi dettagli e queste gag diventano importantissimi per coinvolgere maggiormente il pubblico e chi è all’ascolto, anche se bisogna essere sempre molto bravi a crearle.

Difficilmente si possono studiare a tavolino, la maggior parte delle volte nascono quasi per caso, da una storia o una battuta che trova grande riscontro tra il pubblico: è a quel punto che bisogna essere bravi a rendersi conto di poter “cavalcare l’onda” trasformando tutto questo in un momento di svago e di divertimento. E’ altrettanto importante, per chi è autore di uno “sketch”, riuscire a capire quando quest’ultimo può stancare o non è più divertente e interessante, per non rischiare di ripeterlo all’infinito annoiando chi è all’ascolto.

Certo, agli occhi di molti tutto questo risulterà più facile per chi ha un programma che può contare su un gran numero di ascoltatori, ma in realtà credo che pur essendo importante, questo non sia fondamentale. Una gag divertente la si può creare sempre, anche se all’ascolto ci sono decine di persone e non migliaia, bisogna però possedere questa vena artistica, essere capaci di guardarsi intorno per riuscire a creare personaggi che nascono dalla realtà di tutti i giorni ed infine essere molto bravi a studiare chi ci ascolta per capire le sue reazioni.

A voi è mai capitato di ideare qualcosa di simile per il vostro programma radiofonico o di 
associare la vostra trasmissione ad un progetto di beneficienza?

Articolo a cura di Mattia Savioni

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