Agcom modifica i regolamenti per la radiocronaca sportiva
Vento di ānovitĆ ā nel mondo della cronaca sportiva audiovisiva e radiofonica, e come potrete immaginare ci interessa il secondo ambito. L’Agcom, l’AutoritĆ per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha approvato alcune modifiche nell’ambito delle cronache sportive, andando a toccare vari punti.
L’obiettivo raggiunto dalle delibere n. 599/13/Cons e 600/13/Cons ĆØ quello di rendere maggiormente effettivo, per radio e tv, il diritto di cronaca su parti di incontri di calcio e di basket previsto dal Decreto Melandri, garantendo la libertĆ di informazione e i diritti degli utenti. Queste delibere nascono dal fatto che chiunque sia l’organizzatore di una manifestazione sportiva, dovrĆ fare grande attenzione alla sicurezza e all’ordine pubblico; ne consegue che gli accessi agli stadi e ai palazzetti dovranno essere monitorati costantemente, e gli accrediti distribuiti non potranno essere di un numero che vada a ledere la sicurezza degli impianti.
Tuttavia, queste restrizioni dovranno garantire l’ingresso ad almeno un addetto all’informazione e ad un tecnico di ripresa. Le ānovitĆ ā non finiscono qui, in quanto bisognerĆ presentarsi in anticipo all’evento per garantire i controlli, non si potrĆ accedere a tutte le āaree di ripresaā nel caso in cui l’organizzazione metterĆ a disposizione le immagini dell’evento, e coloro che stanno svolgendo un tirocinio per diventare giornalisti pubblicisti potranno avere accesso agli impianti solo in via eccezionale.
Ebbene, proprio da questo punto vorrei porre un quesito: siamo proprio sicuri che queste decisioni migliorino la sicurezza degli stadi e dei palazzetti? O siamo di fronte ad una scelta che permetta a sempre meno persone di essere presenti a determinati eventi? Scrivo e penso da ragazzo di 24 anni, che cerca di crearsi un futuro, e l’unica cosa che leggo in queste decisioni ĆØ la chiusura completa a chi cerca di lavorare, anche senza prendere un centesimo (vedi tirocinanti non ammessi). Le modifiche apportate nascono per adeguare i regolamenti in vigore dal 2009 (siamo nel 2014 quasi…) riguardanti nuove disposizioni legislative e sviluppi tecnologici. Mi fermo anche su quest’ultimo punto; mi occupo di radiocronache cestistiche di Serie A da 4 anni ormai, seguendo la Pallacanestro Cantù.
La maggior parte dei palazzetti d’Italia ĆØ sprovvista di una rete wifi, le radiocronache a volte vengono fatte via linea telefonica senza ritorno della propria voce, le societĆ non hanno un solo centesimo in più da spendere per modernizzare i palazzetti. Per non parlare dello spazio radiofonico (ma anche televisivo) che viene dato al basket, secondo sport più seguito in Italia dopo il santo calcio.
Se chi avesse ideato tutte queste restrizioni e limitazioni avesse avuto un minimo di coraggio e onestĆ , avrebbe parlato di cambiamenti nel mondo del calcio, in quanto ĆØ lƬ che si sgomita per accedere agli impianti ed ĆØ lƬ che ci sono i più gravi e assurdi problemi di sicurezza. Problemi del genere non se ne riscontrano nel mondo della pallacanestro, della pallavolo o del rugby, e se accade ĆØ in una misura sicuramente e notevolmente inferiore. L’Agcom ha inoltre sottolineato che vigilerĆ sul diritto di assistere in chiaro ad eventi di particolare rilevanza, oltre che a garantire brevi estratti di cronaca per qualsiasi evento soggetto a diritti di esclusiva.
Queste modifiche dovrebbero in sostanza dare più sicurezza, più a spazio al calcio (ce n’ĆØ bisogno..?) e basket, più diritto d’informazione per tutti gli altri eventi. Secondo voi, ci accorgeremo di questi cambiamenti, noi fruitori e appassionati sportivi? Staremo a vedere.
Articolo a cura di Davide Porro