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Gli anni ‘80 e le radio del futuro

Gli anni ‘80 e le radio del futuro

Chi li ha vissuti li ricorda con nostalgia, chi ci è nato se ne vanta. Chi è arrivato dopo li sogna e avrebbe voluto viverli. Gli anni ‘80 furono anni molto fruttosi per l’industria musicale e la radio. Anni che si sono fatti culla del genere New Wave, un nuovo modo di concepire i più classici generi del rock e del pop, mischiandoli con la disco music e il funk. Negli stessi anni, la radio subiva ulteriori cambiamenti, e da radio libera si trasformava in radio privata. “Fare radio” veniva visto in un’ottica sempre più professionale, tanto che le pubblicità ne acquistavano gli spazi e le etichette musicali creavano accordi per lanciare i propri artisti.

Insieme alla crescita del medium radio poi, negli anni ‘80 nasceva un nuovo modo di ascoltare musica. In tv infatti iniziavano a venire trasmessi programmi dedicati esclusivamente a questo, come MTV. Chi ha vissuto quegli anni, ha visto passare nelle stazioni radio molti successi che ancora nel 2020 consideriamo intramontabili. Artisti e brani che si sono fatti bandiera della generazione, diventando un vero e proprio fenomeno di costume. Ma quali furono le canzoni simbolo degli anni ‘80? Ricordiamone alcune, quelle che per lungo tempo hanno occupato le classifiche radiofoniche.

Gli anni ‘80 e le radio del futuro: la musica internazionale

A livello internazionale è impossibile non citare artisti del calibro di Michael Jackson. Con l’uscita dell’album Thriller, il cantante occupò molteplici posti nelle top ten. Caso più unico che raro, che andò a ripetersi qualche anno dopo con Bad. Nel frattempo, Michael Jackson scalava le classifiche anche con We Are The World, celebre brano scritto a quattro mani con Lionel Richie ed interpretato, insieme ai due, da un meraviglioso coro, composto da tutte le voci più famose dell’epoca. Se si parla degli anni ‘80 poi, impossibile non citare Madonna. La Ciccone si aggiudica la corona di pop star femminile di quel decennio in cui Like A Virgin si aggiungeva alla colonna sonora delle vite di molti ragazzi del tempo, venendo ripetutamente trasmessa non solo in radio, ma anche sulla neonata MTV. Ma Madonna non era la sola e si contendeva la corona con Whitney Houston, le cui sonorità R&B e la meravigliosa voce, conquistarono inevitabilmente il pubblico.

Anni ‘80 significa anche Prince. Purple Rain fu uno dei suoi più grandi successi del decennio. In quanti, ancora oggi, la cantano sognanti? In terra britannica, invece, c’era Phil Collins. Il cantante britannico entrò nel gruppo come batterista, ma all’addio di Peter Gabriel, lo sostituì nel ruolo di prima voce. Phil Collins portò avanti anche una carriera da solista. Rimanendo nella patria della Regina è quasi obbligatorio citare George Michael, che prima con gli Wham! e poi come solista, fece impazzire non solo le classifiche, ma anche i cuori di molti fan. George Michael e gli Wham! furono tra i pionieri delle boyband che vedranno poi la luce negli anni ‘90. Se vi dicessi Whake Me Up Before You Go Go? Vi vedo che state schioccando le dita a ritmo!

Gli anni ‘80 in Italia: l’italo disco

Anche l’Italia non si è fatta mancare i suoi successi anni ‘80. Negli stessi anni infatti, accanto alla musica dei più grandi cantautori nostrani, in radio spopolava l’italo disco. Uno dei maggiori esponenti di questo nuovo e strano genere, almeno per l’epoca, fu certamente Claudio Cecchetto, con il suo Gioca Jouer. Tra le tante voci italiane anni ‘80 anche l’immancabile Ivana Spagna, che con la sua Easy Lady conquistò tanto le radio italiane quanto quelle internazionali. Dello stesso destino Sandy Marton con People From Ibiza, scritta insieme a Claudio Cecchetto.

Con la disco music italiana, si definisce il ruolo del DJ, le cui sonorità si ispiravano alla vita notturna e alla tecnologia, decorando i brani con suoni spesso robotici. Ne ricordiamo alcuni. Tra i primi DJ a portare in auge questo genere furono Daniele Baldelli con il suo album a tratti futuristico Cosmic Sound, Giorgio Moroder che ricordiamo, ha vinto ben tre premi oscar per i suoi brani inseriti nelle colonne sonore di capolavori come, per citarne uno, Flashdance. Ricordiamo tutti la celebre What A Feeling vero? Moroder ne scrisse la musica. Ultimo ma non per importanza, Federico l’Olandese Volante che tra gli innumerevoli lavori diede vita anche alla celebre Just Another Love Song i cui suoni trasportano in un futuro senza tempo. Affermarlo è quasi scontato, ma doveroso. Con i brani non solo di questi DJ, ma anche quelli di altri colleghi non meno importanti di quell’epoca, le discoteche italiane hanno vissuto i loro anni migliori.

Arianna Giago

Arianna Giago

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