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"Germania forte e fortunata". L’intervista mondiale di Ezio Luzzi

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Molto chiacchiericcio mediatico sui calciatori della Nazionale italiana 2014 e nessun risultato. Gli azzurri tornati a casa a bocca asciutta dovrebbero immediatamente riorganizzarsi per risalire la china, il 2018 è vicino. La pensa allo stesso modo Ezio Luzzi, colosso del giornalismo sportivo italiano, precursore del giornalismo radiofonico nostrano. Con la semplicità che gli appartiene ha raccontato a Radiospeaker le sue impressioni più profonde sui Mondiali appena terminati.

ā€œE’ stato il mondiale del rinnovamento per la Germania. Tutte le squadre che quattro anni fa sono andate male quest’anno si sono presentate riformate. I calciatori considerati senatori sono stati buttati fuori. La Germania ha messo in discussione un mucchio di giovani, a cominciare da Mario Gƶetzeā€, ha commentato cosƬ la vittoria dei vicini tedeschi.

ā€œNel contesto si ĆØ dimostrata la squadra più forte e fortunataā€, aggiunge la storica voce RAI. ā€œIl Brasile non ha raggiunto l’obiettivo perchĆ© ĆØ una squadra arrivata, distrutta, tutta da rifare – dice – i calciatori italiani, invece, sono stati presi in prestito dall’estero, utili solo a fare gossip, niente di più. La serie B una volta era il serbatoio naturale del calcio, ora non più. Bisogna tornare a coltivare vivaiā€.

Lo storico volto televisivo dal cuore d’oro, che da un anno sostiene i liceali di tutta Italia a fare la radio, sogna una Nazionale italiana, di soli talenti giovani. I Mondiali 2014 li ha seguiti coi ragazzi di High School Radio, passo dopo passo, ogni giorno sono state trasmesse radiocronache dagli studi di Elleradio, in quel di via Camilluccia, a Roma.

Ma non ĆØ tutto, oltre ad una squadra di talento servirebbe un allenatore di qualitĆ . ā€œUna persona dotata di carisma che sappia scegliere i nuovi. Mancini, Allegri, Tardelli, sono alcuni nomi ipotizzati per la squadra da riformare. Zeman potrebbe essere un allenatore perfetto, ma non lo prenderanno mai, nessuno lo vuole perchĆ© ha sempre parlato male della Federazione. I loro metodi non gli andavano bene. Adesso lo ha preso il Cagliari, ĆØ una societĆ  che si deve ricostruireā€, sottolinea il Maestro in tutta sinceritĆ .

In tema di giocatori, parla di quattro o cinque ragazzi che diventino pedine essenziali della formazione. Ma quando si parla di calcio, nel bene e nel male, ĆØ impossibile omettere commenti sugli arbitri. A proposito di Rizzoli, terzo arbitro italiano a dirigere una finale dei Mondiali di calcio, spiega: ā€œLui ha commesso due errori.

C’erano due espulsioni da fare, una ad un giocatore argentino ed una ad un tedesco e non lo ha fatto con nessuno dei due. In Italia non abbiamo grandi arbitriā€. Questi i giudizi a chiare lettere di un uomo che segue e conosce il calcio italiano da mezzo secolo a questa parte.

Stando cosƬ le cose, meglio un bagno d’umiltĆ  e poi dritti verso il 2018 senza distrazioni di sorta.

Ā 

Articolo a cura di Annalisa Colavito

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