RDS, Petra Loreggian: I followers non bastano per fare Radio
Simpatia, professionalità e un amore per la radio lungo diversi anni da parte di una delle voci più versatili della radiofonia italiana.
Radiospeaker.it ha incontrato Petra Loreggian, speaker di RDS, in onda dalle 12,00 alle 15,00, al fianco di Giovanni Vernia. Unāintervista in cui la conduttrice radiofonica esprime il proprio amore per la comunicazione e lāimportanza di questāultima allāinterno di un contesto radiofonico dove non vi può essere alcuna improvvisazione, soprattutto quando si ĆØ āon airā nel corso di un ātalkā di breve durata.Ā E gli speaker di RDS, emittente ādi flussoā, lo sanno benissimo.
SpontaneitĆ e determinazione nella personalitĆ e nelle parole di Petra Loreggian.
Ecco la nostra intervista!
1) Trasmettere in radio ĆØ stato sempre il tuo sogno nel cassetto o cāera qualcosāaltro a cui aspiravi ?
In radio ci sono arrivata per caso. Su Odeon tv conducevo un programma e vedendomi, Claudio Cecchetto mi ha detto di provare a fare radio, Ā in seguito ĆØ andata abbastanza bene. Ma il mio sogno reale ĆØ quello di poter vivere viaggiando ed ĆØ ciò che faccio nei ritagli di tempo, anche se sono riuscita a farlo diventare un lavoro per un poā.
2) CāĆØ una preparazione specifica, da parte tua, nellāelaborazione dei contenuti, che precede la diretta?
Assolutamente si, soprattutto per una radio come RDS, ādi flussoā per eccellenza. RDS ha dei ātalkā molto brevi, quindi la ricerca delle notizie ĆØ fondamentale. Comunque, ĆØ importante arrivare con unāidea precisa di ciò che si vuol dire proprio perchĆ© il tempo dedicato al parlato ĆØ poco rispetto ad altre ātalk radioā. Non puoi andare in onda impreparato. Poi, la parte più creativa e di improvvisazione ĆØ affidata a chi di dovere, nel caso del programma che conduco, a Giovanni Vernia, che ĆØ dei due la parte comica, lāartista. In ogni caso, quotidianamente prepariamo insieme la costruzione del programma.
3) Come valuti, dal tuo punto di vista, RDS nel panorama radiofonico italiano?
Molto bene. RDS ĆØ un grande network, lo ĆØ sempre stato. Eā il network dove ho lavorato di più in assoluto. Dal 2013 ad oggi ĆØ la terza volta che lavoro ad RDS. Nel frattempo, ci sono stati momenti in cui, per altre scelte professionali, ho fatto parte di altre realtĆ . Con tutte mi sono trovata tendenzialmente bene, non ho avuto divorzi difficili. Nel caso di RDS, ho avuto tre āmatrimoniā felici. Per me ĆØ un piacere esserci con un programma come quello che faccio con Giovanni. Eā una bella sfida che ho accettato molto volentieri.
4) E se un giorno dovessi cambiare radio? Quale preferiresti? Meglio ātalkā o più legata alla musica?
Da ragazzina, ascoltavo Radio Milano International. Ovviamente, sono molto legata alle radio milanesi per eccellenza. Mi piace molto Radio 105 o Radio Deejay. In queste emittenti ho molti amici con i quali negli anni abbiamo sempre fantasticato su una possibile collaborazione lavorativa insieme. Se in futuro dovessi collaborare con loro, mi farebbe piacere potermi mettere in gioco con qualcuno che conosco bene, anche se RDS incarna tutto ciò che mi piace fare. Eā unāazienda solida che mi da la possibilitĆ di sperimentare.
5) Secondo te, oggi vi ĆØ molta improvvisazione nel mondo della comunicazione radiofonica, rispetto al passato?
Secondo me cāĆØ troppa improvvisazione nella scelta delle persone che dovrebbero fare questo mestiere. CāĆØ meno attenzione nella selezione di quelle che dovrebbero essere Ā le āvociā congeniali. Eā unāimprovvisazione che parte dallāalto. Lāidea che oggi basta avere un numero enorme di āfollowersā e quindi si può essere un conduttore televisivo o uno speaker radiofonico, un poā mi da fastidio. Da questo punto di vista bisogna essere professionali, guardando lāesperienza delle persone, la gavetta che hanno fatto e tante cose che, secondo me, ultimamente sono venute a mancare, ad eccezione dei programmi storici che continuano a mantenere un altissimo grado di qualitĆ .
6) Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
Seguo tantissimo Radiospeaker.it. Sono molto curiosa ed interessata a cosa pensa la gente, quindi, vado spesso a leggere i commenti, anche quando mettete a confronto gli speaker tra di loro. Sono molto attenta a ciò che dicono gli ascoltatori, anche perchĆ© noi facciamo questo mestiere per loro. Eā importante accettare le critiche, andando a vedere le motivazioni, affinchĆ© si possa fare sempre meglio. Fate un ottimo lavoro.
Articolo a cura di Maurizio SchettinoĀ