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Playlist per le feste: la musica che unisce

I più grandi successi di sempre raccolti in una playlist per le feste.

Playlist per le feste: la musica che unisce

Si sta avvicinando il periodo delle feste e, a quanto pare, almeno per quest’anno sarà diverso da come lo abbiamo sempre vissuto. Per fortuna, dalla nostra parte abbiamo la tecnologia, la radio e soprattutto, la musica.

Vediamo quindi come rendere più calorose queste feste, con una playlist dedicata, magari da condividere con le persone a cui vogliamo bene.

Playlist per le feste: la musica che unisce

La musica unisce, da sempre. Per questo motivo mi sembra giusto ricordare, tramite una playlist dedicata, alcune canzoni del passato e anche più recenti, adatte da ascoltare nel periodo natalizio.

Ho raccolto in una top ten dalle posizioni casuali quelle più famose e quelle passate spesso in radio quando inizia a sentirsi l’aria del Natale e, le strade, vengono illuminate da meravigliosi addobbi a tema.

Wham!: Last Christmas

Classe 1986, tratto dall’album The Final, in una playlist per le feste Last Christmas degli Wham! è immancabile.

La storia raccontata dalla meravigliosa voce di George Michael è quella di un amore struggente e la speranza di un calore nuovo e sincero, con cui avvolgere il proprio cuore.

Johnny Mathis: It’s beginning to look a lot like Christmas

Stesso anno di Last Christmas degli Wham! il 1986. Tratto dall’album Christmas Eve with Johnny Mathis, It’s beginning to look a lot like Christmas è tra le canzoni delle feste per eccellenza.

La descrizione è quella di una città (in questo caso una tipica città americana), che si prepara a festeggiare il Natale. Il clima, meraviglioso, è caratterizzato da tradizioni, il calore dell’affetto, mischiato all’aria frizzantina dell’inverno, e desideri da realizzare.

Un brano così famoso e così significativo che ha origine ben prima dalla versione ormai famosa di Johnny Mathis. La versione originale è infatti del 1951 e il suo autore è il compositore Robert Meredith Willson.

La canzone, negli anni, è stata reinterpretata più volte. Una delle versioni più recenti è quella di Michael Bublè.

Michael Bublè: Let it snow

Poteva mancare Michael Bublè in questa classifica? Certamente no. La voce calda del cantante è perfetta per reinterpretare grandi successi del passato, come appunto Let it snow, brano del 1945 scritto da Sammy Chan e Jule Styne e interpretato tra l’altro, anche dal grande Frank Sinatra nel 1950.

La versione di Michael Bublè, invece, è del 2005, e da allora è sempre presente nelle playlist delle radio quando si avvicina il periodo delle feste.

Se si pensa all’anno in cui la canzone è nata, il testo assume immediatamente un carattere commovente e anche la stessa espressione “Let it snow” assume un significato ben più profondo. La Seconda Guerra Mondiale era infatti finita tre mesi prima. Lasciando in eredità molti strascichi e qualche luce di speranza.

The Darkness: Christmas time (don’t let the bells end)

A Natale siamo tutti più buoni? Forse. Sicuramente non può mancare un pizzico di goliardia per i Grinch della situazione perché anche loro, in fondo, hanno un cuore che palpita a ritmo di Jingle Bells. E comunque un po’ di rock dal sapore degli anni ’80 non fa mai male.

Ci pensano gli inglesi The Darkness con la loro Christmas time (don’t let bells end) a scaldare anche i cuori dei rockettari più duri. Il singolo è stato pubblicato nel 2003.

Con il suo inconfondibile falsetto, Justin Hawkins racconta una storia d’amore dei nostri tempi, caratterizzata da un ritmo frenetico. Il bisogno di fermarsi, almeno per assaporare e condividere ogni istante, prima o poi arriva e si vorrebbe fosse infinito.

Elio e le storie tese: Natale allo zenzero

A proposito di goliardia, impossibile non citare Natale allo zenzero di Elio e le storie tese, che in questo periodo, su Radio Deejay, è un po’ una tradizione.

Il brano è del 2004 ed è utilizzato come chiusura del film Natale a casa Deejay, uscito nello stesso anno e diretto da Lorenzo Bassano, che si è ispirato al celebre Canto di Natale di Charles Dickens, reinterpretandolo liberamente in chiave steampunk.

La canzone ha lo stile inconfondibile degli “Elii” ed è tutta dedicata ad un ingrediente fondamentale nel periodo di Natale, lo zenzero appunto.

John Lennon: Happy Christmas (war is over)

Un altro brano immancabile nel periodo delle feste è Happy Christmas (war is over), di John Lennon. Scritto e registrato dall’ex Beatles e da Yoko Ono nel 1971.

Il periodo era quello della guerra in Vietnam, durato ben 20 anni. Un periodo in cui, tra i cittadini nel mondo, si sentiva il bisogno di ritrovare il calore umano che le guerre avevano rischiato di spazzare via.

Un reminder in musica, un augurio meraviglioso, a prescindere dall’etnia o dallo stato sociale, che spesso è bello riascoltare.

Maraiah Carey: All I want for Christmas is you

Un po’ come Michael Bublè, anche Maraiah Carey arriva puntuale per le feste natalizie, su ogni stazione radio, con la sua All I want for Christmas is you.

Il brano è del 1994 ed è stato pubblicato come primo estratto dell’album Merry Christmas. Le sonorità pop lo rendono piacevole e travolgente da ascoltare e si può classificare tra i brani intramontabili della stagione natalizia.

Un brano decisamente adatto agli innamorati. La cantante infatti, nel testo è ben chiara, le cose materiali sono superflue e il regalo più grande è poter passare il Natale accanto alla persona amata.

Band Aid: Do they know it’s Christmas?

Un altro immancabile grande classico è Do they know it’s Christmas? scritta nel 1984 da Bob Geldof e Midge Ure e interpretata dal super gruppo Band Aid, che raccoglieva in un meraviglioso coro gli artisti più importanti dell’epoca.

Così come la Band Aid era nata per scopi benefici, per combattere la fame in Etiopia, anche il brano stesso aveva ovviamente lo stesso lodevole scopo.

A distanza di anni, riascoltarlo attraverso la radio mette ancora i brividi e fa commuovere per l’insieme di tutte quelle voci di artisti straordinari alcuni di questi diventati, ormai, immortali.

Aretha Franklin e Mavis Staples: Oh happy day

Non è un clima natalizio come si deve senza Oh happy day, canto tradizionale reinterpretato da Aretha Franklin e Mavis Staples in chiave funk soul. Una meravigliosa preghiera in musica, dedicata a Gesù, e cantata da due straordinarie ed inarrivabili voci black.

Non appartiene alla nostra tradizione, è vero, ma come recita il titolo dell’articolo, la musica unisce, e questo non può che esserne il caso.

Bobby Helms: Jingle bells rock

Non può essere Natale anche senza Jingle bells rock nella playlist. Brano del 1957 di Bobby Helms, negli anni è stato reinterpretato da innumerevoli artisti.

La canzone è entrata così tanto nella tradizione, che oltre ad essere stata soggetta a numerose cover è stata anche inserita nella colonna sonora del film Mamma ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York.

Arianna Giago

Arianna Giago

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