Citazioni sulla Radio - Parte 2: qual è quella più cattiva?

Curiosità Radiofoniche

Citazioni sulla Radio - Parte 2: qual è quella più cattiva?

Torna l’appuntamento con le citazioni sulla radio. In un recente articolo, ne ho segnalato alcune famose e ho invitato voi, amici di Radiospeker.it, a votare quella più bella. Un giochino simpatico che vi propongo anche oggi.

Questa volta, però, vi chiedo di votare la citazione più brutta o, se preferite, quella più ironica sulla radio. Tre sono quelle messe ai voti a cui, volendo, potrete aggiungerne altre, più o meno note. Le riporto di seguito:

1. “Il telegrafo, il telefono, la radio e soprattutto il computer hanno fatto sì che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, si trovi ora nella condizione di essere a portata d’orecchio. Purtroppo, il prezzo da pagare per questo è la perdita di privacy.”. (Steven Levy, Crypto, 2001)

2. “Il film e la radio non hanno più bisogno di spacciarsi per arte. La verità, che non sono altro che affari, serve loro da ideologia, che dovrebbe legittimare le porcherie che producono deliberatamente.”. (Max Horkheimer e Theodor Adorno, Dialettica dell'illuminismo, 1947)

3. “Qualcuno dice che io sono pessimista nei confronti della radio... La verità è che ho previsto la sua completa sparizione. Confido, infatti, che tutte quelle brave persone che oggi si divertono ad ascoltarla riusciranno a trovare quanto prima un passatempo più intelligente.”. (Herbert George Wells)

Decisamente cattivelle, non trovate? Non è escluso, però, che qualcuno si sia divertito a ironizzare sulla magica scatoletta. Prendiamola così! Ma passiamo al gioco. Partecipare è molto semplice: come per la scorsa volta, la citazione vincitrice sarà quella che riuscirà a conquistare più “Mi piace” nello spazio, qui sotto, riservato ai commenti.

Chiaramente, in gara ci sono le mie, ma potrebbero esserci anche le vostre! Allora, vi va di giocare? Se è così, buon divertimento!

Articolo a cura di Sofia Napoletano