Il Conduttore Radiofonico: essere troppo Autoreferenziali paga?

Curiosità Radiofoniche

Il Conduttore Radiofonico: essere troppo Autoreferenziali paga?

In questi primi giorni di Luglio, che segnano l’inizio di quello che per molti sarà l’ultimo mese lavorativo e radiofonico, è il momento di fare alcuni bilanci della stagione appena trascorsa. Da buon “apprendista speaker”, con un paio di anni di esperienza alle spalle, mi sono messo a riascoltare le vecchie registrazioni degli esordi radiofonici per potere fare il punto della situazione analizzando miglioramenti e problemi su cui avrei dovuto lavorare per migliorarmi.

Si era già parlato di alcuni errori che comunemente possono essere commessi in radio da uno speaker, ma non avevo mai pensato ad uno dei problemi maggiori con cui ho avuto a che fare quando ho incominciato a muovere i primi passi in questo meraviglioso mondo. E se voi che state leggendo vi considerate un po’ “timidi”, sappiate che questo non significa che possiate ritenervi esenti dal pericolo di poter incappare nell’errore di cui sto per scrivere.

Quello di cui parlo non è nient’altro che l’essere eccessivamente autoreferenziali in diretta, ovvero parlarsi addosso troppe volte, raccontando troppo di se. I motivi per cui questo può accadere possono essere molteplici. Certamente c’è chi sbaglia in partenza, e dotato di una dose smisurata di “ego” intraprende il mestiere o l’hobby dello speaker per poter raccontare “al mondo” della sua grandezza.



Ma c’è anche chi ha commesso lo sbaglio di lasciarsi andare parlando troppo di se, pur essendo in fondo una persona timida. In quest’ultimo caso, penso che il motivo di tale errore sia dovuto principalmente al fatto di avere poca capacità dialettica o più semplicemente di non essere abituati a parlare davanti ad un microfono. Ecco allora che il racconto o il commento di una notizia possono diventare come una “patata bollente” che viene detta in fretta e furia, per paura di incappare in errori di ogni tipo, fino ad arrivare a parlare di qualcosa di cui si abbia l’intero controllo, ovvero un argomento che ci riguardi.

Un’ulteriore causa che può indurre uno speaker a commettere questo fastidioso errore (soprattutto agli esordi), è legata al fatto che ogni conduttore radiofonico che si rispetti ha qualche “mito” o “modello di riferimento” all’interno dei grandi Network,
ed è proprio in questi ultimi che si possono ascoltare degli speaker professionisti che raccontano di qualcosa legato alla propria vita. C’è da dire però che in questo caso non si tratta di uno sbaglio, perché il fatto che molti di loro siano conosciuti dal grande pubblico, fa sì che gli ascoltatori possano divertirsi dimostrando molta curiosità nell’apprendere cosa è successo il giorno prima (per esempio) a chi in quel momento sta parlando al microfono.

Al contrario invece, per essere molto realisti, a nessuno (o quasi) potrà interessare di sapere che uno speaker di una piccola radio, ieri è andato a giocare a calcio e poi a mangiare una pizza. Sia chiaro, questo non significa assolutamente, a mio parere, che nel raccontare un fatto o nel commentare una notizia, un conduttore radiofonico non possa o non debba “metterci del suo” parlando anche di qualche esperienza vissuta o del suo punto di vista. Ma questo può capitare solo a due condizioni: che ciò di cui parlerà sia realmente interessante e soprattutto che risulti coinvolgente per chi è all’ascolto, dando il là all’arrivo di messaggi o telefonate di persone desiderose di raccontare quel che è capitato a loro.

Per concludere, penso che questo potrebbe essere uno dei problemi maggiori, troppo spesso sottovalutato, con cui si trova ad avere a che fare chi inizia un’avventura nel mondo radiofonico e credo che non sia detto che, a distanza di anni, questo errore possa essere facilmente risolto.

Certamente la cosa può essere notata da una persona esterna (ascoltatore, amico, direttore radiofonico ecc...) con più facilità rispetto a noi, ed in quel caso è bene che sia lei a farci fare i conti con questo tipo di problema. E voi? Avete mai provato a riascoltare delle vostre puntate a distanza di mesi o anni? Quali errori avete notato maggiormente?

A distanza di qualche tempo siete riusciti ad eliminarli oppure sono rimasti? Avete mai peccato di “autoreferenzialità”? Siamo sicuri che avrete qualcosa di interessante da raccontarci!

Articolo a cura di Mattia Savioni