Giornalismo Radiofonico: Il Giornale Radio

Giornalismo Radiofonico

Giornalismo Radiofonico: Il Giornale Radio

Tutto ciò che abbiamo imparato sulla notizia, il servizio, l'intervista, la conferenza stampa, ma anche sui sonori, sul linguaggio radiofonico e sull'intonazione, viene messo a frutto per preparare un buon “Giornale Radio”.

Il Giornale Radio

Il “Giornale Radio” o “GR” o “Notiziario” è il prodotto finito dell'informazione radiofonica attraverso il quale il giornalista radiofonico informa gli ascoltatori della situazione del momento. Infatti mentre il quotidiano cartaceo fornisce una panoramica sui fatti del giorno, il GR, andando in onda più volte nel corso della giornata, è senza alcun dubbio più attuale e fornisce notizie aggiornate ad ogni messa in onda: ogni ora, ogni mezz'ora, ogni due ore, a seconda dei casi e della programmazione dell'emittente in questione.

Esistono diversi tipi di Giornali Radio. Il più comune è il GR Flash. Come facilmente intuibile dal nome, è un notiziario alquanto breve che non contiene servizi né interviste. Solitamente non dura più di 3/4 minuti (anche se recentemente vanno di moda notiziari brevissimi di soli 50-60'') ed è composto da una serie di notizie semplici. Il GR Flash per la sua brevità necessita di una buona capacità di sintesi. Tuttavia per passare da un tipo di notizia all'altra si possono aggiungere poche parole, dette anche “stacchi vocali”, come “cambiamo argomento” o “passiamo alla cronaca”.

L'Impaginazione di un GR

Molto importante è l'impaginazione del GR, ovvero la decisione sull'ordine delle notizie. Lo schema classico segue in genere quello dei giornali, prevedendo una posizione alta per le notizie di politica, seguite da quelle di cronaca e via via da notizie di esteri, spettacolo e sport. Ciò dipende da vari fattori, in particolare dal tipo di emittente che manda in onda il GR, che delinea poi la linea editoriale del notiziario. Se ad esempio la radio è portata verso la cronaca, il suo GR darà la precedenza ad eventi legati ad essa, se è un'emittente politica darà la priorità ad avvenimenti più “istituzionali”.

A decidere questa tendenza è l'”audience” della radio, ovvero il tipo di utenza che la segue di più: se è ascoltata soprattutto da una fascia di età bassa, punterà ad un pubblico particolarmente giovane e preferirà quindi dare rilevanza a notizie di spettacolo, se è seguita per lo più da donne, metterà in evidenza notizie che riguardano il mondo femminile, se da “professionisti” cercherà per lo più notizie di economia, e così via.

E' altresì importante la differenza tra emittenti nazionali e locali: se la radio ha un bacino vasto, raggiungendo più regioni o tutto il paese, si occuperà maggiormente di notizie che lo riguardano per intero, se invece ha un bacino geograficamente ristretto, dedicherà ampio spazio alla cosiddetta “cronaca locale”.

La prima notizia del GR è detta “notizia di apertura”: è sempre la più importante del momento, anche se riguarda un argomento che nello schema stabilito dovrebbe essere in coda. Perché, come abbiamo spiegato, l'importanza della notizia è data dall'interesse, dalla tempestività e dalla particolarità. L'ordine delle notizie stabilito può tuttavia essere modificato anche a pochi secondi dalla messa in onda, nel caso si verifichi, ad esempio, un fatto straordinario: sarà cura del giornalista inserire al volo la nuova notizia in apertura, anche se non si hanno molti particolari a riguardo, avvisando magari gli ascoltatori che nelle prossime edizioni verranno forniti ulteriori particolari.

Le Sigle e il Sottofondo di un GR

Il Giornale Radio ha sempre una “sigla di apertura” ed una “sigla di chiusura” che servono a separare lo spazio informativo dal resto della programmazione dell'emittente. A pochi secondi dalla partenza della sigla iniziale, il giornalista “entrerà in voce” con i saluti e la sua presentazione e comincerà a leggere le notizie. Saluterà di nuovo alla fine, dando appuntamento alla prossima edizione, prima che parta la sigla di chiusura. Le sigle sono anche utili per distinguere il giornale radio di quella particolare emittente (nessuna radio ha due sigle uguali!) così come il “sottofondo” del GR, che è quella “base musicale” che si sente a basso volume sotto la voce del giornalista per tutta la durata del Notiziario.

Gestire la diretta di un GR

La cosa importante da tenere presente è che il GR solitamente va in onda in diretta. Il giornalista deve pertanto leggere prima il testo del Notiziario, soprattutto se non l'ha scritto personalmente, ed esserne padrone, sia per evitare “papere” che per accorgersi in tempo di un refuso o per affrontare eventuali inconvenienti tecnici, di cui però parleremo più avanti.

Articolo a cura di Patrizia Simonetti