Il Palinsesto: lo scheletro di una Radio

Curiosità Radiofoniche

Il Palinsesto: lo scheletro di una Radio

Possiamo considerarlo come lo “scheletro” di una radio, la struttura sulla quale si basa la programmazione di un’emittente, soggetta a diverse variabili. Stiamo parlando del palinsesto, spesso oggetto di riflessioni e ripensamenti da parte di editori o direttori artistici, in seguito magari al rilevamento dei tanto attesi dati d’ascolto, il più delle volte, vera causa di una possibile inversione di rotta di una radio. In ogni caso, la tipologia di un’emittente, che sia spiccatamente “di flusso” o rivolta ad una predominanza di contenuti, condiziona l’assetto di un palinsesto e la collocazione dello staff artistico, oltre ovviamente a delineare un “clock” adeguato.

Con l’inizio della stagione radiofonica, la programmazione potrebbe godere di conferme o novità, forse con “new entry” che vanno ad arricchire l’organico, pronte per trasmettere nel fine settimana o al fianco di conduttori già consolidati. Infatti, tra gli elementi che influenzano l’organizzazione di un palinsesto non è da sottovalutare la personalità dello speaker, il quale viene collocato in una determinata fascia oraria, sulla base anche del suo stile vocale.

Ed è per questo che è giusto affidare ad alcuni speaker la conduzione di un “morning show” anziché quella di un “drive time” e viceversa. Allo stesso modo, determinate scelte riguardano la fascia oraria notturna, spesso ambita da diversi conduttori, per la capacità di creare uno speciale “feeling” con gli ascoltatori.

Alla figura del conduttore potrebbero essere relazionati anche i contenuti, da trattare nel corso di un format. Un altro elemento, questo, che spingerebbe i vertici di una radio ad affidare, ad esempio, ad uno speaker, il compito di intervistare un artista di notevole fama.

Ma, come si diceva all’inizio, l’elemento che più degli altri spinge un’emittente a rinnovare il proprio palinsesto è dato dagli inevitabili ascolti, fonte di preoccupazione, per alcuni, in vista di uno sperato rinnovo contrattuale. E’ dall’ “audience”, infatti, che dipendono le eventuali modifiche da apportare alla programmazione.

Di solito i periodi favorevoli e maggiormente utilizzati dalle emittenti per un “restyling” dell’organico, riguardano quello estivo e/o i primi mesi del nuovo anno. Ma ciò non è strettamente convenzionale. Infatti, vi potrebbero essere casi in cui, nel bel mezzo di una stagione radiofonica, un’emittente prenda la decisione di apportare modifiche al palinsesto, ad esempio, con cambi di conduzione, dove alcuni speaker vengono collocati in fasce orarie non abitudinarie. Per non parlare di licenziamenti improvvisi, che con grande dispiacere impongono a conduttori, di provata esperienza, di abbandonare quell’emittente in cui magari hanno militato per diversi anni ed anche in questo caso, gli ascolti purtroppo hanno la loro rilevanza.

Insomma, la costruzione di un palinsesto non è da considerarsi un lavoro facile per gli addetti ai lavori; spesso le radio che godono di un alto numero di ascolti, decidono di non modificare nulla proprio per non rischiare di perdere quei consensi sufficientemente raggiunti. In tal caso, il palinsesto non presenta novità di rilievo, anche nei contenuti proposti. Al contrario, vi sono emittenti che, “di punto in bianco”, decidono di stravolgere la programmazione ,con annesso cambiamento della tipologia di radio. La conseguenza di queste modifiche potrebbe essere collegata all’ingresso di un nuovo direttore artistico, autore di un rinnovato “claim”.

Scelte, quindi, frutto di strategie, a volte difficilmente comprensibili ma inevitabilmente al centro di quei meccanismi ai quali la radio non può che essere legata, compresi gli speaker, “pedine” di un “gioco” dalle mille sfaccettature.

Articolo a cura di Maurizio Schettino