La Radio e la capacità di far nascere delle nuove Hit Musicali

Curiosità Radiofoniche

La Radio e la capacità di far nascere delle nuove Hit Musicali

Qualche giorno fa, ascoltando un network di vertice del panorama radiofonico italiano, sono rimasto colpito dalle parole dello speaker mentre raccontava che era riuscito a portare “in primo piano” un brano musicale che altrimenti sarebbe passato inosservato, pur non essendo il suo, un programma dedicato alla musica.

Cosa era successo? Il conduttore spiegava che dopo aver messo in onda un brano musicale nella mattinata, lo stesso è riuscito nel primo pomeriggio a scalare le classifiche di Itunes, probabilmente sfruttando l’eco datogli dalla radio.

Questo avvenimento ha dato il là ad una serie di riflessioni che ho potuto fare. Innanzi tutto sono rimasto colpito da quanto accaduto proprio perché in quella radio, ma in generale nel panorama radiofonico nazionale, un dato di fatto è quello che sempre meno spazio venga affidato a programmi dedicati alla musica e a generi musicali, se non in orari “secondari” o non di primissimo piano.

E’ interessante capire il motivo di questo fenomeno, anche perché, come sempre, le cause possono essere moltissime ed è difficile comprendere se e fino a che punto una sia più importante dell’altra. E’ sicuramente innegabile la diffusione di un modello di radio (e i dati sugli ascolti lo confermano) che tende ad assomigliare sempre più a quello dei network di punta in Italia.

Non troppe parole, spazio alla musica che l’ascoltatore vuole sentire (e questo potrebbe sembrare una contraddizione rispetto a quanto detto prima), senza mai “rischiare” di uscire dai binari del “conosciuto”, preferendo andare sul “sicuro garantito” dei pezzi del momento o che sono sulla bocca di tutti (grazie all’eco datogli dai diversi mezzi di comunicazione, non solo dalla radio).

Eppure la radio vanta ed ha, tra i suoi “pregi”, quello di essere un mezzo che diffonde cultura (o dovrebbe farlo) e con questo termine si intende anche e soprattutto “cultura musicale”. Invece in questi mesi (e forse anni) stiamo assistendo alla progressiva scomparsa di programmi dedicati alla musica o ad un certo tipo di musica, di pezzi, che sono più ricercati e non di primissimo piano.

Poca voglia di rischiare, forse manca il coraggio per provare a lanciare dei brani che, pur diversi da quelli trasmessi 24 ore su 24 su qualsiasi emittente, possono essere comunque apprezzati dal pubblico. Insomma, musicalmente parlando si punta “in basso” e non “in alto”, si dà fiducia a canzoni che sono sulla bocca di tutti (per qualità del brano a volte, per notorietà dell’artista altre).

Tutto ciò risulta paradossale se si pensa al fatto da cui siamo partiti. La radio e certi programmi con molto seguito, dovrebbero a mio avviso avere il coraggio, pur non essendo interamente dedicati alla musica, di provare a “suggerire” a chi ascolta dei pezzi nuovi, di provare a dare delle suggestioni al pubblico, cercando di addentrarsi in territori inesplorati.

E’ chiaro che non è per niente facile data la situazione del momento e dato che una radio, come ogni azienda, deve fare ascolti e avere degli introiti per avere ragione di esistere. Ciò che mi sembra strano però è che non si riesca a trovare una soluzione a questo problema, preferendo accantonare l’idea di realizzare programmi interamente dedicati alla musica.

Voi cosa ne pensate? Esiste, a vostro avviso, una soluzione a questo problema?

Articolo a cura di Mattia Savioni