HomeMagazineIntervisteRosaria Renna e Filippo Firli al World Radio Day 2026: “La radio vive grazie agli ascoltatori”

Rosaria Renna e Filippo Firli al World Radio Day 2026: “La radio vive grazie agli ascoltatori”

Rosaria Renna e Filippo Firli al World Radio Day 2026: “La radio vive grazie agli ascoltatori”

All’Official Vodcast Studio by Kit Rooms Italia del World Radio Day 2026 sono arrivati anche Rosaria Renna e Filippo Firli, voci di Radio Monte Carlo e protagonisti del programma Due come noi.

Durante l’intervista, i due speaker hanno raccontato il valore della radio come luogo di incontro, memoria e relazione, soffermandosi anche sul tema dell’intelligenza artificiale e sul rapporto speciale con gli ascoltatori.

“Che bello vivere la radio”

Fin dalle prime battute, Rosaria Renna ha descritto l’atmosfera del World Radio Day come una vera festa per chi ama questo mezzo: “Che bello essere qui, vivere la radio, respirare la radio e trovare tanta gente che ama la radio”.

Un concetto condiviso anche da Filippo Firli, che ha sottolineato quanto la radio sia un mondo fatto di incroci, incontri e percorsi professionali che spesso tornano a intrecciarsi nel tempo. Eventi come il World Radio Day diventano così occasioni preziose per ritrovare colleghi, volti e voci che hanno attraversato la propria storia.

La radio non è sul viale del tramonto

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la vitalità del mezzo radiofonico. Rosaria Renna ha evidenziato quanto sia bello vedere non solo gli addetti ai lavori, ma anche tanti ragazzi e appassionati partecipare a eventi dedicati alla radio.

Secondo la speaker di Radio Monte Carlo, nonostante da anni qualcuno consideri la radio “sul viale del tramonto”, appuntamenti come il World Radio Day dimostrano il contrario: c’è ancora energia, partecipazione e una forte voglia di vivere questo mondo.

Filippo Firli ha aggiunto che la radio non è stata soppiantata dalla televisione o dalle nuove tecnologie, ma ha saputo adattarsi, arrivando oggi su tutte le piattaforme possibili.

Radio e intelligenza artificiale: il valore dello human touch

Tra i temi affrontati anche l’intelligenza artificiale, vista come uno strumento potente ma non sostitutivo dell’esperienza umana.

Rosaria Renna ha raccontato con ironia che a Radio Monte Carlo capita già di ascoltare ricostruzioni vocali create con l’AI, al punto da riconoscere colleghi “finti” che sembrano reali. Un fenomeno che incuriosisce, ma che porta anche a riflettere sui possibili rischi.

Secondo Renna, l’intelligenza artificiale può essere utile per migliorare servizi e processi, ma nel mondo dell’intrattenimento resta imprescindibile lo “human touch”: l’esperienza, l’emotività e la vita reale di chi parla davanti a un microfono.

Filippo Firli: “Dobbiamo fare i conti con l’AI”

Anche Filippo Firli ha sottolineato come l’intelligenza artificiale stia già cambiando il panorama musicale e creativo, citando la presenza di profili e artisti generati artificialmente sulle piattaforme.

Il punto, secondo Firli, non è ignorare il fenomeno, ma capire come conviverci. La radio, del resto, è sopravvissuta alla televisione, a internet e ai social network: può affrontare anche l’arrivo dell’intelligenza artificiale, mantenendo al centro la propria identità umana.

Due come noi: una coppia radiofonica con una lunga storia

Nel corso dell’intervista si è parlato anche del rapporto professionale tra Rosaria Renna e Filippo Firli, oggi insieme a Radio Monte Carlo ma legati da una conoscenza molto più lunga.

I due hanno raccontato di lavorare insieme da circa tre anni, ma di condividere anche un passato comune in un altro network, RDS, dove entrambi sono stati voci importanti per molti anni.

Alla domanda su quale canzone rappresentasse l’altro, Filippo ha scelto per Rosaria Overjoyed di Stevie Wonder, mentre Rosaria ha associato Filippo a Wonderwall degli Oasis.

L’ultima domanda davanti al microfono

Nel finale è arrivata la domanda simbolica dello spazio Kit Rooms: cosa direbbero se fosse l’ultima volta davanti a un microfono?

Filippo Firli ha risposto spiegando che preferirebbe “scomparire senza dire nulla”, senza grandi discorsi o saluti definitivi, lasciando solo l’idea di ritrovarsi “da un’altra parte”.

Rosaria Renna, invece, ha dedicato il suo pensiero agli ascoltatori: “Grazie, è stato un privilegio tenervi compagnia, trascorrere del tempo con voi e grazie per avermi voluta bene anche nonostante tutti i miei difetti”.

Una chiusura perfetta per raccontare il senso più profondo della radio: si fa soprattutto per chi ascolta.

E infatti l’intervista si è conclusa con le parole più semplici e vere: “Viva la radio”.

Rivivi tutto il World Radio Day e le interviste nello spazio Kit Rooms su worldradioday.it.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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