Albertino a Le Iene: «Non abbiamo mai smesso di ballare»
Dagli esordi nelle discoteche, quando il DJ era ancora una figura relegata in un angolo della consolle, al successo in radio e davanti a intere generazioni di appassionati di musica. Albertino è stato protagonista di un monologo a Le Iene, giovedì 22 ottobre 2026, nel quale ha ripercorso la propria carriera e raccontato come una passione giovanile sia diventata il lavoro di una vita.
Ospite della trasmissione di Italia 1 condotta da Veronica Gentili, lo storico DJ e speaker radiofonico ha scelto di raccontarsi attraverso i ricordi, le difficoltà degli inizi e il rapporto costruito negli anni con il pubblico.
Un intervento che è diventato anche una riflessione sul cambiamento della figura del DJ e sul ruolo che la musica e la radio possono avere nella vita delle persone.
Albertino a Le Iene: da ragazzo escluso dalle discoteche a protagonista della festa
Il monologo si apre con una domanda che Albertino racconta di essersi posto più volte nel corso della propria vita: come ha fatto la sua passione per la musica a trasformarsi in una professione?
La risposta parte dagli inizi, quando il DJ non aveva certo la popolarità che conosciamo oggi.
Albertino ricorda un’epoca nella quale chi metteva i dischi lavorava spesso lontano dai riflettori, ben distante dall’immagine delle superstar della musica elettronica contemporanea.
E racconta anche un episodio personale: da ragazzo, a causa della sua giovane età e del suo aspetto minuto, alcune discoteche non lo lasciavano nemmeno entrare.
Quell’esclusione, però, diventò una motivazione. Se non poteva partecipare alla festa, avrebbe trovato il modo di diventarne protagonista.
Una determinazione che, con il passare degli anni, lo avrebbe accompagnato dalle consolle delle discoteche ai microfoni delle grandi emittenti radiofoniche.
Gli anni Novanta e il potere della radio di far scoprire nuova musica
Uno dei passaggi più significativi del monologo riguarda il rapporto tra Albertino e la radio.
Negli anni Novanta, quando la radio musicale rappresentava uno dei principali strumenti di scoperta delle nuove uscite discografiche, uno speaker poteva contribuire in maniera decisiva alla popolarità di una canzone.
Albertino ricorda quanto gli sembrasse naturale entrare in studio, aprire il microfono e proporre a milioni di ascoltatori brani che fino al giorno precedente erano praticamente sconosciuti.
Un racconto che richiama inevitabilmente la sua lunga esperienza a Radio Deejay, dove è diventato una delle voci più riconoscibili della radiofonia italiana, contribuendo alla diffusione della musica dance e alla costruzione di un linguaggio radiofonico capace di coinvolgere il pubblico.
Oggi Albertino è direttore artistico di m2o, dove continua a essere protagonista della programmazione con Albertino Everyday, insieme alla sua squadra.
Il suo intervento a Le Iene mette così in evidenza una caratteristica che ha attraversato tutta la sua carriera: la capacità di utilizzare la radio non soltanto per trasmettere musica, ma per selezionarla, raccontarla e condividerla con gli ascoltatori.
La musica come colonna sonora dei ricordi
Nel monologo trova spazio anche una dimensione più personale.
Albertino racconta che, soprattutto all’inizio della carriera, non aveva pienamente compreso quanto il suo lavoro sarebbe entrato nella vita delle persone.
Con il tempo, però, ha iniziato a incontrare ascoltatori che lo seguivano già trent’anni prima e che oggi partecipano agli eventi insieme ai propri figli.
È in questi incontri che riconosce il significato più profondo del proprio percorso professionale.
Le canzoni trasmesse in radio, i programmi e le serate in discoteca non sono rimasti soltanto momenti di intrattenimento: sono diventati parte dei ricordi di un’intera generazione.
Un legame che, per uno speaker, rappresenta qualcosa di diverso dalla semplice notorietà. Significa aver accompagnato la quotidianità delle persone e aver contribuito, attraverso la musica, a costruire momenti che continuano a essere ricordati anche dopo molti anni.
Dal DJ nascosto in consolle alle superstar della musica elettronica
Il racconto di Albertino offre anche uno spunto sull’evoluzione della professione del DJ.
Nel corso dei decenni, una figura un tempo considerata prevalentemente tecnica è diventata protagonista di grandi eventi, festival e produzioni musicali internazionali.
È cambiato il ruolo del DJ, ma sono cambiati anche gli strumenti, i linguaggi e le modalità attraverso cui il pubblico scopre e ascolta musica.
Albertino ha attraversato queste trasformazioni mantenendo un rapporto diretto con il mondo della radio, prima a Radio Deejay e successivamente a m2o.
Nel suo intervento non c’è però soltanto nostalgia per gli anni Novanta. Il punto centrale è la continuità di una passione che riesce a coinvolgere generazioni differenti, anche quando cambiano i gusti musicali e le tecnologie.
Il monologo si chiude proprio con questa consapevolezza: la musica è cambiata, ma il desiderio di divertirsi e condividere emozioni è rimasto lo stesso.
«Non abbiamo mai smesso di ballare», conclude Albertino, sintetizzando il senso di un percorso che dalla passione di un ragazzo è diventato una carriera nella musica e nella radio.
Il monologo integrale è disponibile sul sito ufficiale de Le Iene.