Dj Giuseppe si racconta dopo l'addio a Radio 105

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Dj Giuseppe si racconta dopo l'addio a Radio 105

Pochi mesi fa vi avevamo comunicato le improvvise dimissioni di Dj Giuseppe (pseudonimo di Luciano Fronti) da Radio 105.

Alcune discussioni tra il conduttore e il direttore dell'emittente erano finite con l'addio del primo.

Ora, a distanza di tempo, "Giuse" ha descritto la sua visione della radio di oggi.

Come apprendiamo da musicaintorno.it, lo speaker sostiene di aver chiuso un ciclo: "Raggiunta la soglia dei 54 anni, ritengo che la radio abbia esaurito quanto doveva darmi e, per quanto mi riguarda, penso di aver dato a questo mondo tutto ciò che era nelle mie possibilità… forse anche di più di quello che potevo. È tempo di chiudere il cerchio. È arrivato il momento di concludere definitivamente un percorso che, certo, mi ha arricchito professionalmente ma che non sento più mio: la radio è un vestito che non mi sta più bene addosso!".

Poi il riferimento al suo ex collega Albertino: "Io e Albertino non ci siamo più visti, né sentiti, da quando sono andato via da Radio Deejay. I nostri rapporti non sono molto buoni e non abbiamo mai avuto la voglia di chiarirci. Per quanto ne so, il programma “Deejay Time” si trascinava da tempo perché gli ascolti erano praticamente “zero”. Considera che a 105 siamo stati, con oltre un milione di ascoltatori, il programma più seguito nella fascia break-time! Non chiedermi però quale sia l’arma vincente perché, essendo assolutamente falsi i dati di ascolto, non ne ho la più pallida idea! Ti stupisce?".

I dati d'ascolto non piacciono infatti a Luciano: "numeri che emergono dalle rilevazioni dei dati di ascolto di un determinato programma sono controllati dagli stessi editori radiofonici e non c’è nessuno che li supervisioni o che effettui delle verifiche. Occorre distribuzione di numeri e questo gli addetti ai lavori lo sanno bene e si muovono in tal senso. Del resto siamo in Italia, il Paese più mafioso del mondo…considero tutto questo un gran “magna magna"!".

Stessa cosa per i social network, sui quali Dj Giuseppe è assente: "La scelta l’ho maturata dopo aver avuto una brevissima esperienza con Facebook, che mi ha fatto realizzare come i social siano una truffa colossale: non è assolutamente vero che aggregano le persone, piuttosto le dividono e le incattiviscono. Ci si nasconde dietro una tastiera, esprimendo concetti e pareri personali che sarebbe più opportuno tacere, al fine di evitare di mostrare la propria stupidità. Per non parlare dei danni che hanno apportato alla radio! Questo “mischione” ha creato un caos inaudito che non tollero! Si dovrebbe prendere esempio dai paesi esteri dove la settorialità viene rispettata e giustamente mantenuta".

E non crede nemmeno che possano servire ad artisti emergenti per farsi notare dalle radio: "I nuovi cantanti possono entrare nel mondo della radio solo se pagano. Le radio fanno passare dischi a pagamento. È aberrante che molti giovani artisti – oltretutto scarsissimi, che usano l’Auto-Tune per modificare le loro voci e non dovrebbero neanche provarci a cantare – abbiano la possibilità di approcciare il mondo della radio! Un tempo era fondamentale saper cantare bene, avere dei testi interessanti e dei buoni arrangiamenti. Ora comprano gli spazi in radio allo stesso modo in cui si acquistano prodotti dalle bancarelle. Le radio hanno una programmazione di circa 50 canzoni che formano una classifica non votata da nessuno se non spinta e decisa dalle case discografiche. È per questo che voglio smettere di fare questo lavoro, perché mi sento come l’annunciatore dell’Esselunga quando urla che nel reparto scatolame trovi i pomodori in offerta a 50 centesimi! Perché mai dovrei continuare ad annunciare un brano che è scadente come una conserva di pessima qualità. I social non spingono un bel niente che non sia stato già deciso dalle case discografiche: una vera e propria manipolazione ai danni del cultore della buona musica. Apprezzo, invece, la divulgazione su YouTube che semplifica la distribuzione e viene scelta liberamente dall’utente".

Non si espone riguardo chi sia l’artista italiano che sta sfruttando al meglio questo nuovo modo di comunicare: "Ne ho una mezza idea ma preferisco non averne la certezza assoluta perché, se dovessi scoprire che i più cliccati sui social sono una cricca di imbecilli che dovrebbero essere solo buttati a mare, mi prende davvero male! Ma ti rendi conto che qualcuno si è perfino inventato il mestiere di “influencer”? Ma cosa vuoi influenzare a 20 anni, che bevevi il latte fino a ieri? Un influencer potrebbe essere un artista di esperienza con un proprio vissuto alle spalle, in grado di insegnare qualcosa, realmente! Ho un figlio di 14 anni e mi fa orrore sapere che quegli inetti facciano credere ai ragazzini che in quel modo si guadagnino soldi facili. Per fortuna, esistono ancora ragazzi che studiano e si informano correttamente. Guarda cos’è successo all’ultimo Sanremo con la giuria popolare: gli insindacabili giudizi del pubblico mandati in malora perché bisognava spingere tutt’altro. È un esempio terribile che si lascia alle nuove generazioni! È tutto fumo negli occhi e mi manda davvero in bestia!»

Quando gli si chiede un episodio imbarazzante accaduto in diretta nella sua carriera, lo speaker non si fa problemi a dire: "Gli unici motivi di imbarazzo per me sono il dover parlare, in trasmissione, dei programmi di Maria De Filippi e sapere che, nella stessa radio in cui lavoro, va in onda anche Maurizio Costanzo!".

Infine, Giuse spiega il suo futuro in Repubblica Dominicana: "Mi darò all’agricoltura: ho comprato un appezzamento di terreno e in questi anni ho studiato per imparare i migliori metodi di coltivazione. Leggevo che c’è un grande ritorno all’agricoltura, da parte dei giovani, anche qui in Italia… ma vuoi mettere il farlo ai tropici?! E poi mi occuperò della realizzazione di opere con la resina epossidica: un materiale incredibile che si può plasmare e colorare per restaurare mobili; creare innovativi piani da lavoro e, addirittura, originali pavimenti… Sarò un agricoltore e un artigiano artista. Sono 20 anni che elaboro questo progetto e ne sono davvero entusiasta! Per questo non ho mai comprato casa, non ho un’automobile di proprietà, né un centesimo di debito. Ho messo via quanto mi bastava per essere libero e adesso non vedo l’ora di partire!"

Articolo a cura di Francesco Pinardi

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