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Alcune frasi da non dire in radio

Alcune frasi da non dire in radio

Tratto dal libro “Teorie e Tecniche di Conduzione Radiofonica

Continua la nostra ricerca della perfezione nella conduzione radiofonica, meta irragiungibile, ma nostro unico obiettivo. Durante i Corsi di Conduzione e Giornalismo Radiofonico curati da Radiospeaker.it a Roma e Milano abbiamo notato una strana tendenza nel ripetere alcune frasi standard che, in genere, appartengono ad un certo stereotipo di speaker radiofonico anni ’80.

Modi di dire entrati a far parte dello schema mentale di speaker ed aspiranti tali che al giorno d’oggi andrebbero evitati, almeno secondo noi. Facciamo qualche esempio concreto:

…era Biagio Antonacci sulle frequenze di Radiospeaker.it!” una frase un po’ anticuccia per la radio del 2016. Le parole “sulle frequenze di Radiospeaker.it” suonano poco moderne alle nostre orecchie. Meglio evitare.

Ben sintonizzati su Radiospeaker.it“, stesso discorso di prima. La parola “sintonizzati” è piuttosto “old”, è meglio eliminare questa espressione dal proprio vocabolario e dire semplicemente “siete su radiospeaker.it e io sono Paolo..”

Love the way you lie, Eminem e Rihanna su Radiospeaker.it ancora buon giorno da Paolo vi terrò compagnia fino alle 12..” La frase “vi terrò compagnia” è sconsigliabile, troppo abusata e troppo da radio nostalgia in cui lo speaker era la voce amica che “teneva compagnia” agli ascoltatori “soli”.

Ciao a tutti da Paolo, questa è radiospeaker.it 100.5 in FM“…una frase simbolo della radio anni ’80, da evitare assolutamente al giorno d’oggi. Non si ricorda più la frequenza numerica in FM, fa molto vintage. Questa è Radiospeaker.it – punto e basta.

” Buon pomeriggio da Alessandro sono le ore 14 e anche oggi staremo insieme fino alle ore 16.00..” usare l’espressione “sono le ore 14” e “fino alle ore 16” fa molto Radio Rai di una volta. L’ora esatta…bip bip bip “Sono le ore 14.00”. Meglio evitare e dire semplicemente “sono le 14 e anche oggi starò con voi fino alle 16”.

…e adesso ci fermiamo un attimo e torniamo tra poco dopo la pubblicità” Ma come “ci fermiamo un attimo?” La radio non si ferma mai! Soprattutto durante la pubblicità, elemento che ci serve per sopravvivere.  Ribadiamo il concetto: la radio non si ferma mai, se diciamo ad un ascoltatore che noi ci fermiamo, lui penserebbe:”Vabè, se si fermano io cambio stazione, magari qualcun’altro dice qualcosa di interessante”.

“Erano i Jamiroquai su radiospeaker.it e io sono sempre Paolo…” Meno male che non sei cambiato: nel frattempo potevi trasformarti in Paola, o Luigi o qualche essere mostruoso. Evitare, di dire “sono sempre Paolo”, meglio dire semplicemente “siete ancora con Paolo”

“Ciao a tutti la vostra Silvia è ancora qui con voi su Radiospeaker.it“…lasciamo perdere questi “affettuosismi”, non “apparteniamo a nessuno” e  chi ci ascolta potrebbe irritarsi da questa eccessiva vicinanza anche perchè magari non ci ha mai ascoltato.

Altre frasi suggerite da voi:

– Anonimo: “modulazione di frequenza“, “bentornati in studio” (dopo una canzone)…della serie ma perchè dov’eravamo andati che siamo tornati?, la “buona musica” frase ripetuta spesso ma orribile…

Approfondiamo l’argomento all’interno dell’ebook “Teorie e Tecniche di Conduzione Radiofonica

Articolo a cura di Giorgio d’Ecclesia

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