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Intervista a Filippo Grondona di m2o

Intervista a Filippo Grondona di m2o

È a m2o da poco meno di due anni, si chiama Filippo Grondona e fra quelli che amano la radio è conosciuto perché è uno dei più giovani speaker nazionali. Ho fatto quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio e per scoprire qualcosa di lui che nessuno sa… SPOILER: lo sapevate che voleva fare il pilota d’aerei da piccolo?

Ciao Filippo! Così giovane hai già collezionato tanti successi; qual è il prossimo step? Dove ti vedi fra 10 anni?

Ciao Adriano! Sicuramente fare sempre più radio e TV migliorandomi. Tra 10 anni vivo. E felice (ride ndr). Due cose non affatto scontate.

Se non ci fosse stata la radio nella tua vita, ora dove saresti? Che lavoro avresti
voluto fare altrimenti?

Probabilmente sarei all’università a Genova con i miei compagni del liceo. Da piccolo volevo fare o l’attore o il pilota d’aerei. Obbligavo mio papà a portarmi all’aeroporto di Genova per vedere gli aerei decollare e atterrare. Stavamo lì per ore. Il pallino del brevetto di volo mi è rimasto e non è detto che un domani… Del resto sempre di “on air” si tratta no? (ride ndr).

Dopo le tue esperienze in televisione, faresti TV? Se si, sostituiresti la radio con la TV?

Ho fatto il mio esordio da conduttore in TV su Rai 3 ad inizio estate e mi sono divertito molto. Credo che la TV, quella in diretta, abbia molte più cose in comune
con la radio di quanto uno possa immaginare, tipo parlare con un cronometro davanti. La radio è insostituibile!

Cosa pensi della radiovisione? Sei d’accordo con chi dice che “snatura” il concetto di radio? Come immagini la radio del futuro?

Da ascoltatore l’ho sempre trovata un ibrido strano: non è un programma radiofonico puro perché deve concedersi alle esigenze della TV, ma non è nemmeno
un programma televisivo perché ha il “limite” della radio. Da addetto ai lavori devo
ammettere però che è un modello di business vincente e penso che nel nostro paese
sarà un passaggio obbligato. In futuro credo vinceranno le radio di nicchia e quelle di contenuto.

Dovessi scegliere una radio in cui lavorare, continueresti a scegliere la radio di flusso o preferiresti avere un programma tutto tuo con parlati più lunghi e meno musica?

Penso che saper fare la radio di flusso sia fondamentale per fare quella di programmi. Prima di parlare 5 minuti devi saper fare 10 secondi interessanti che abbiano un inizio, una parte centrale e una chiusura. È uno dei più grandi insegnamenti dei direttori con cui ho lavorato e del mio attuale. Ho quasi sempre fatto la radio di flusso, perciò se i miei capi dovessero propormi di fare un programma sicuramente non mi tirerei indietro.

Com’è la vita privata di Filippo Grondona? La radio ti lascia tempo libero?

È la vita di un 20enne come tanti, con l’unica differenza che ho il commercialista (ride ndr). Ho molto tempo libero ma mentalmente non stacco mai. A volte mi sveglio di notte perché mi viene un’idea e devo scriverla sulle note del telefono. Ho un continuo bisogno di imparare e fare, ed i momenti in cui sono più felice sono quelli in cui non ho un attimo di respiro.

Qual è il primo brano che hai lanciato in radio nella tua vita?

Vorrei poter fare uno di quei super racconti da pioniere della radio ma la verità è che non me lo ricordo. Il primo in FM invece sì: “Real Love” dei Clean Bandit. Era il 10 Gennaio 2015 e avevo 15 anni.

Oltre m2o quale radio ascolti spesso quando sei in macchina?

Radio Deejay. Oppure BBC Radio 1, Capital London e Z100 New York. Ascolto molte
radio estere perché mi danno stimoli nuovi.

Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi al mondo radiofonico? C’è spazio per i giovanissimi secondo te o la tua è un’eccezione?

Consiglio di iniziare da qualcosa. Una web radio, un podcast, dei video. La mia è un
po’ un’eccezione, sarei un ipocrita se non lo ammettessi, ma credo lo sia perché fin
da quando ho 13 anni la radio per me non è una passione, ma un’ossessione. Per
andare in onda ho fatto cose assurde tipo prendere due aerei a settimana da Genova a Roma durante il mio anno di maturità. Per farcela la passione non basta. E poi oh, per divertirsi non serve essere per forza su un network.

Guarda le video-risposte di Filippo Grondona

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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