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iRadio: il Software di Apple che sta uccidendo i Dj

La tecnologia non finisce mai di stupirci. In un’era in cui la radio sembra fondersi con altri mezzi di comunicazione, quali la televisione (radiovisione) o internet ( web radio) per non parlare della futura digitalizzazione di cui se ne sta parlando ampiamente ( DUB), proprio dalla rete arrivano novità che probabilmente cambieranno la tradizionale fruizione di brani musicali da parte dei tanti utenti che popolano il web.

Alcune indiscrezioni arrivano dalla Worldwide Developers Conference Apple, dove si vocifera la partenza di un nuovo servizio streaming che rivoluzionerà la selezione e gestione dei brani musicali, in cui la scelta dell’utente è drasticamente ridotta. “iRadio”, questo dovrebbe essere il nome del servizio web che autonomamente provvede a scegliere i brani musicali da ascoltare, sulla base dei presunti gusti degli ascoltatori, derivati dagli acquisti on line e includendo anche casuali novità discografiche.

Senza entrare necessariamente nei dettagli tecnici legati al pagamento dei diritti musicali, c’è da evidenziare sicuramente il rilevante cambiamento apportato da questo software, che tende a rendere secondario il lavoro che,anche in un contesto radiofonico, viene svolto da un programmatore musicale. Quest’ultimo, infatti, ogni giorno si prodiga in maniera rigorosa e con esperienza, nella realizzazione di playlist che siano in linea con il “mood” dell’emittente di riferimento, cercando di soddisfare i gusti degli ascoltatori sintonizzati in una determinata fascia oraria.

Allo stesso modo, la selezione musicale di un Dj in discoteca, potrebbe risentire dell’influenza di un sistema del genere che andrebbe a sostituire quel volontario e meticoloso mixaggio di brani che l’artefice in consolle provvede a creare. Indubbiamente, questa, una novità informatica che probabilmente farà storcere il naso a coloro che, accumulando un notevole bagaglio musicale, sono stati in grado di rispondere alle esigenze degli ascoltatori del web e non solo, ottenendo, nel corso degli anni, risultati importanti. Ma nello stesso tempo, “iRadio” probabilmente potrà dare linfa e visibilità a quelle band, magari emergenti, non eccessivamente blasonate ma che, affacciandosi per la prima volta nel mondo della musica, riescono ad esprimere produzioni di qualità, ed anche per questo vengono scelte ed inserite nelle playlist dal software.

Insomma, sulla base di questa nuova scoperta , sembra sempre più prendere forma quell’ideale secondo il quale la tecnologia sta sostituendo il lavoro dell’essere umano, andando a compiere azioni solitamente svolte, con grande rigore, da professionisti del settore. E’ proprio vero: ora sono “le macchine” a guidarci!

Articolo a cura di Maurizio Schettino

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