Libri sulla Radio: La Radio Nella Rete, di Tiziano Bonini

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Libri sulla Radio: La Radio Nella Rete, di Tiziano Bonini

La radio e internet. Un connubio che ormai da circa dieci anni sta modificando in modo irreversibile il concetto di fruizione radiofonica e della rete, creando realtà nuove, ibridi che diventano l’espressione di un nuovo modo di produrre contenuti, più o meno interessanti.

Questo è solo l’introduzione dell’analisi proposta da Tiziano Bonini "La Radio Nella Rete". Storia, estetica, usi sociali” (2006, Costa&Nolan). Il primo libro dell’autore, ricercatore di sociologia dei media e docente di Teoria Radio all’università IULM di Milano, affronta il rapporto tra questi due mezzi, così lontani, ma così vicini, un incontro tra due culture e due dimensioni sociali ed estetiche molto diverse, ma che complice la linea telefonica, hanno stabilito con il tempo una forte sinergia.

I primi passi verso l’era digitale del mezzo radiofonico risalgono alla prima metà degli anni ’90. Internet Talk Radio è la prima radio on line della storia, ancora priva però di quel meccanismo introdotto nel ’96, che permette la fruizione streaming dei contenuti: il software Real Audio. Da quel momento in poi lo sviluppo è inarrestabile. La rete per la prima volta è pronta per la sonorità, la dimensione scritta, perde gradualmente piede, si pongono le basi per l’interattività con l’utente.

Lo streaming quindi è il primo passo verso nuove dimensioni sonore. La prima volta in cui la rete può dare voce a tutti gli utenti e di estendere il messaggio a tutto il mondo. Questa è la situazione a livello mondiale. E l’Italia?

Certo è che il nostro paese ha vissuto questa rivoluzione in ritardo, rispetto ad altri paesi come ad esempio gli Stati Uniti, molto più all’avanguardia sull’argomento. Complice la scarsa diffusione dei computer e di internet, solo attorno alla metà degli anni duemila, inizia ad affermarsi anche da noi il mondo delle radio in rete. Nonostante ciò alcune realtà significative si diffondono, come Radio Lilliput, attiva per qualche anno dal ’99 e Radio Gap, nata in occasione del G8 di Genova nel 2001.

L’analisi inoltre verte sulle tipologie di format proposti a livello generale, con diversi paragoni con la radio tradizionale. Non manca una riflessione sul cambiamento del pubblico. Con questa nuovo modo di fare radio, ha più autonomia, maggiore scelta e non è vincolato ai tempi “rigidi” della programmazione. Non solo, ha a disposizione una serie di temi totalmente diversi e alternativi rispetto alla radio tradizionale. Argomenti spesso “non radiofonici”, inadatti ai canoni tradizionali, anche se spesso le web radio propongono solo una selezione musicale.

Altro punto importante è il digital divide, ossia il livello di capacità e conoscenza dei computer e della rete, utili per poter fruire di queste nuove realtà mediatiche. In ultima analisi, Bonini si concentra sul concetto di tempo e spazio. La radio in rete annulla le distanze tra chi parla e chi ascolta. Finisce anche il concetto di tempo, non esistono più orari, ognuno sceglie liberamente quando dedicarsi al mondo delle web radio.

Una riflessione di qualche anno fa, ma che evidenzia i primi cambiamenti in atto e che traccia gli scenari futuri, quelli che a distanza di sei anni, stiamo vivendo oggi.

Articolo a cura di Stefania Tagliaferri

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