Mariolina Simone di M2o e la sua "City" : la figura femminile della Speaker

Interviste

Mariolina Simone di M2o e la sua "City" : la figura femminile della Speaker

Radiospeaker.it incontra la titolare della “City”di M2O, Mariolina Simone, in onda dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 12. Con Mariolina, parliamo del valore attribuito alla figura femminile della speaker all’interno di un contesto radiofonico e dell’evolversi delle nuove tecnologie, che tendono ad eliminare la classica fruizione della radio, senza tralasciare i preziosi  suggerimenti per tutti gli aspiranti conduttori radiofonici. Siete curiosi? Andiamo a conoscerla nella nostra intervista!

A tuo parere, attualmente, come viene considerata una speaker rispetto alla tipica figura maschile?
In realtà non è mai semplice per una donna infilarsi in lavori di questo tipo, né per la conduzione televisiva, né per quella radiofonica, però è anche vero che da dieci anni a questa parte le donne in radio stanno acquistando sempre più potere e responsabilità, riuscendo ad essere molto brave.

Quando sei davanti al microfono, quale pensi possa essere l’approccio ideale per creare un coinvolgimento con gli ascoltatori ?
Sicuramente, per quanto mi riguarda, anche se il mio direttore non è sempre d’accordo, l’approccio ideale è quello “di pancia”, nel senso che tendo maggiormente a non fingere davanti al microfono; ho il ciclo, sono arrabbiata, sono nervosa, lo lascio trasparire; sono felice, ho ricevuto una buona notizia, lo racconto. Non mi piace utilizzare molto i filtri, anche perché alla fine la voce non riesce a mentire, verrei “tanata” immediatamente, ho imparato a non farlo, sono sempre molto onesta, quindi credo sia questa la formula vincente.

Quindi, al di là del talento vocale, quale pensi debba essere quel “quid” in più che spingerebbe un direttore artistico a scegliere uno speaker piuttosto che un altro?
Assolutamente la personalità. Non credo molto nell’impostazione anni Ottanta, dello speaker con la voce perfetta, trovo che sia sorpassata; secondo me avere personalità significa riuscire anche a volte a non avere l’accento giusto oppure a non avere l’intonazione giusta, ma a trasmettere con personalità una singola parola, la voglia di raccontarsi soprattutto possedendo un onestà intellettuale.

Ascolta qui l'intervista a Mariolina Simone di M2o: Intervista Mariolina Simone di M2o by radiospeaker.it

Credi che le nuove tecnologie possano sostituire il classico utilizzo della Radio?
Penso che le web radio possano prendere anche il posto dell’FM. Lavorando in un’accademia e occupandomi del FRU ( Festival delle Radio Universitarie), quindi conoscendo questa nuova realtà, ho paura che tanti speaker possano pensare di riuscire a fare la radio,solo per il fatto di avere un mezzo tecnologico facilmente reperibile. Quindi il mezzo mi piace cosi come l’idea del web mi interessa tantissimo, però c’è un punto fermo: bisogna essere degli speaker bravi, anche se cambia il mezzo.

Per quanto riguarda invece la televisione, come valuti la sua influenza sulla radio, in termini di radiovisione?
Ultimamente la televisione sta influenzando tanto la radio o comunque le scelte dei direttori artistici; sono moltissimi i televisivi che passano alla radio, continuando ad essere conduttori televisivi, pur non avendo un passato radiofonico, però sono effettivamente pochi quelli che riescono a tenere banco davanti al microfono, perché quando fai la radio è diverso. In televisione hai il capello fluente, il seno rifatto oppure l’abbronzatura facile, in radio tutto questo manca, per cui o hai la sostanza degli argomenti o duri poco, il tempo di una stagione e poi a casa.

Essendo speaker di una radio che trasmette prevalentemente musica che si ascolta anche in discoteca, qual è il tuo legame con il mondo della notte?
Odio il mondo della notte, non frequento le discoteche, amo molto la musica indie e quella pop-dance, ho difficoltà ad ascoltare la dance pura, sto imparando ad essere meno integralista da quando lavoro ad M2O, però se posso, di notte o mi guardo un bel film di Audrey Hepburn o leggo un libro.

A proposito di film, nel tuo consueto programma radiofonico, c’è anche spazio per parlare di cinema...raccontiamo come si articola il tuo contenitore mattutino.
Come ti dicevo prima, essendo una femmina che va in onda “di pancia”, rispondendo al ciclo di ovaie, del mal di testa etc, in realtà non esiste un impianto tipico per quanto riguarda “Mario & the City”. Ci sono alcuni punti fermi, nel senso che in ogni puntata parlo del film che piace a me, poi non so se piaccia anche agli altri, però di sicuro deve piacermi, parlo del libro che ho appena finito di leggere o della mostra che mi ha incuriosito o ancora della litigata che ho fatto con la mia vicina di casa. Fondamentalmente l’idea è quella di raccontare un po’ tutti i suoni, i sapori e i colori di una “city” che viene vissuta solo da me, sperando poi di trovare condivisione tra gli ascoltatori.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it e come saluteresti i nostri lettori?
Penso che ci sia una grossa volontà da parte vostra, non parlo solo di te, ma delle cose che riesco sempre ad ascoltare o leggere perché, non si direbbe, ma navigo parecchio; amo il mondo di internet proprio perché mi incuriosisce il tipo di comunicazione, non solo a livello radiofonico. Mi sembra che tutto il tuo staff abbia voglia di fare e di raccontarsi, credo ci sia un background di sostanza e quindi non posso che pensarne bene. Ti posso assicurare che non ti sto dicendo questo perché mi stai facendo un intervista, se avessi un’altra idea, te lo direi tranquillamente. Grazie. Un bacio a tutti!

Articolo a cura di Maurizio Schettino