Musica Italiana e Straniera in Radio: quale ha più successo?

Curiosità Radiofoniche

Musica Italiana e Straniera in Radio: quale ha più successo?

Ogni tanto mi piace analizzare quale musica viene trasmessa nelle radio italiane più importanti, cercare di capire quali sono i trend del momento e quali sono le preferenze di un Direttore Artistico o di un Programmatore Musicale tra le migliaia di possibilità e proposte disponibili. Di certo se ne parla spesso di argomenti simili ma di tanto in tanto faccio una specie di punto della situazione e mi chiedo “a che punto siamo?”.

Ascoltando le radio commerciali nelle ultime settimane, escludendo quindi radio musicalmente specializzate (vedi Radio Italia e Virgin tanto per dirne alcune) che non possono essere esemplificative in questo caso, mi sono accorto di un paio di cose.

Ovviamente che è ancora la musica straniera e internazionale a godere del maggiore interesse ma anche per quanto riguarda la musica italiana ci sono molti brani programmati, anche se selezionati in modo accurato. Penso ad esempio al nuovo singolo di Laura Pausini insieme a Kylie Minogue “limpido”, che anche solo vedendo l’artista con cui la Pausini ha scelto di collaborare e le primissime note del brano, ha un sapore totalmente internazionale e un sound accattivante, esattamente quello che le radio amano. Quindi siamo in target, nessun azzardo particolare.

Lo stesso dicasi per il singolo che segna il ritorno di Elisa, “l’anima vola”, che certo sarà anche il traino del nuovo album completamente in italiano che uscirà a breve, una svolta per la cantante, ma ha lo stesso suono internazionale che si ascolta nella maggior parte della programmazione delle radio italiane.

Mi viene anche in mente “il sale della terra” che segna un altro ritorno, quello di Ligabue. In questo caso non c’è nessun sapore straniero, visto che la musica del rocker di Correggio non si è mai discostata dallo stile che lo caratterizza, ma diciamolo, un passaggio o anche di più ad un singolo di Ligabue in Italia non si rifiuta mai. Quindi ben venga.

Poi mi è sembrato, magari rispetto a quest’estate, che ci siano meno canzoni rap/hip-hop, con i vari Moreno, Fedez, Club Dogo e compagnia che piano piano sono spariti dalle playlist. Eccezion fatta per i duetti, vedi Luca Carboni & Fabri Fibra con “fisico politico” e Giuliano Palma & Marracash con “come ieri”, ma questa è un’altra storia. Sono canzoni che stanno passando parecchio ma l’accoppiata pop-rap in Italia sta funzionando molto e questi sono altri due esempi di progetti ben riusciti che alle radio piacciono. Ancora c’è il pop inossidabile, Mengoni con “non passerai”, Ramazzotti, Alessandra Amoroso, Jovanotti.

Poi ci sono le canzoni “alternative”, su tutte penso a Samuele Bersani con “en e xanax”, canzone che trovo fantastica ma che per ritmo, struttura e suono fatica ad emergere in programmazione o ai Negrita con “la tua canzone” per cui vale lo stesso discorso. Questo per le canzoni italiane.

Per quanto riguarda la scena internazionale come dicevo all’inizio le scelte sono più o meno standard, pop commerciale (vedi Bastille “Laura palmer” o Mika “live your life”), i tormentoni (Avicii “wake me up”, John Newman “love me again”), le sicurezze (Katy Perry, Lady Gaga, Britney Spears), la dance (David Guetta, Ellie Goulding, Daft Punk) e l’hip-hop (Drake, Macklemore & Ryan Lewis, Justin Timberlake). Insomma come potete capire poco di nuovo, si fatica a rischiare su un singolo o a spostarsi dalle sonorità che riscuotono un successo sicuro.

Ma quello che più mi stupisce è la scelta di quali canzoni italiane programmare, sempre più simili ai brani presenti nelle classifiche internazionali. Sarà questa la nuova frontiera della musica italiana in radio? Adeguarsi sempre più ed assomigliare quanto più possibile alle canzoni straniere? È davvero così difficile programmare canzoni che rischiano di non piacere al pubblico ma che porterebbero un po’ di novità nei palinsesti?

Voi come sentite le radio italiane dal punto di vista musicale? Appiattimento, omologazione o scelte corrette per essere sempre “commerciali”? Se foste i Direttori Artistici o i Programmatori Musicali della vostra emittente come vi comportereste e quali scelte fareste?

Articolo a cura di Nicola Zaltieri