Il Potere della Voce: i segreti per un' efficace Comunicazione

Conduzione Radiofonica

Il Potere della Voce: i segreti per un' efficace Comunicazione

Un bravo conduttore radiofonico si riconosce soprattutto dalla sua capacità di parlare con estrema disinvoltura, in tempi prestabiliti e dicendo cose interessanti. Il suo biglietto da visita è quindi una voce fluente, ricca di personalità e di contenuti che riescono ad attirare l’attenzione degli ascoltatori.

Se pensiamo ad un discorso attraente o ad una frase incisiva, spesso pensiamo che la loro efficacia ha a che fare con le parole pronunciate. Ignoriamo però che le parole non sono tutto: esse rivestono un ruolo d’ importanza relativa (per non dire marginale, talvolta) nella comunicazione vocale.

Come rendere interessante ciò che diciamo?
Non è sufficiente una perfetta conoscenza della lingua che si parla, non basta essere assolutamente chiari, tantomeno basta un linguaggio forbito (che, anzi, in alcuni casi può essere un ostacolo): per farsi capire serve la capacità di imprimere emozioni a ciò che diciamo. Prova ne è che si può dire la medesima frase, con la stessa punteggiatura, esprimendo significati del tutto contrastanti: pensate ad un “che gentile che sei” detto con tono ironico, sarcastico o autentico …

Alla voce, infatti, a questo stupendo suono di origine umana, è affidato il compito di creare un possente substrato di emozioni che dia senso a ciò che viene detto. Sono le emozioni infatti a colorare la nostra comunicazione ed a renderla più o meno incisiva. Nemmeno la bellezza estetica della voce (cioè la piacevolezza del suono) può colmare la mancanza delle emozioni. Anche una voce, come la persona a cui appartiene, può essere bella ma scialba.

Come fare, dunque, per arricchire di contenuto emotivo una voce scialba?
Molti non conoscono una caratteristica fondamentale della voce, da cui deriva una grande opportunità. La voce è flessibile alla nostra volontà. A chi conosce i segreti per modellarla, è data la possibilità di compiere dei piccoli “miracoli”. Concentrarsi sulla cura della voce, come si fa con la cura della persona andando per esempio in palestra, dal parrucchiere o dall’estetista, può fornire una marcia in più utilissima nella attuale realtà lavorativa , in cui essere competitivi diventa sempre più difficile.

Sono ancora pochi coloro che scelgono di potenziare le proprie capacità vocali, nonostante in realtà tutti possono potenziare la voce sfruttandone l’immenso potere comunicativo e procurandosi così un fantastico nuovo “strumento di lavoro”. La voce può essere per molti professionisti, o aspiranti tali, la “marcia in più” l’asso nella manica, la formula segreta per migliorare o addirittura uscire dall’incantesimo del “nulla” lavorativo. Bisogna saper colpire l’attenzione di chi ascolta, convincere, persuadere.

Alle orecchie di qualcuno la persuasione può suonare un po’ come … ingannevole, ma la realtà è molto diversa: persuadere eticamente significa far apprezzare ad altri qualcosa che è molto utile a loro, oltre che a noi. Le altre strategie, quelle dei vari imbonitori, sono destinate (alla lunga) al fallimento.

Tra “i professionisti della voce” rientrano tutti coloro che usano la voce quale strumento di comunicazione privilegiato nella loro professione: i conduttori radiofonici sono professionisti della voce per eccellenza, e con loro gli avvocati, i manager, i formatori, i venditori, gli operatori di call center, i politici. È a loro che questa mia breve riflessione è dedicata, ma non solo. In realtà non solo loro, ma tutti dovrebbero coltivare la propria capacità di usare la voce, ( soprattutto la vasta categoria dei “Cercatori di lavoro”).

L’arte di parlare in maniera avvincente può sembrare quasi una novità, ma non è affatto lontana da tecniche antichissime, come ad esempio l’antica oratoria greca. I greci infatti utilizzavano una figura straordinaria che ispirasse la “Melodia” dell’oratore; questo strano tipo detto il “Fonasco” munito di flauto, si poneva ai piedi del pulpito, e nascosto agli occhi della platea, tracciava delle melodie che l’oratore poteva intonare durante il suo discorso, guidandolo.

Da cosa dipende la capacità di attrarre e/o persuadere con la voce?
Da molti fattori, alcuni di loro sorprendenti o addirittura controintuitivi. Accenno soltanto a qualcuno di loro. Della voce è molto forte la sua … assenza! Un vuoto di parole e di suono -le pause- se ben gestito senza danneggiare i tempi ed il ritmo complessivo, può sottolineare ciò che viene detto prima o dopo la pausa stessa. Altra caratteristica importante di una voce è la varietà di suoni. Una voce monotona, troppo grave o (peggio) troppo acuta, annoia/ infastidisce gli ascoltatori. Altrettanto farà una voce troppo alta di volume o troppo bassa, appena udibile.

Per concludere questo breve elenco aggiungo naturalmente le sopra citate emozioni, la cui presenza traspare da una sapiente miscela di quanto elencato fino ad adesso, con dei parametri ben precisi associati ad ogni tipo diverso di emozione. Se dovessi sintetizzare tutto in poche parole direi che sono necessari soprattutto varietà, esercizio e l’emozione che fa da motore ad ogni comunicazione efficace: l’entusiasmo. E’ un discorso che merita senz’altro di essere approfondito, dato che non è possibile completarlo in un solo articolo, e forse, nemmeno in un solo libro. 

Articolo a cura di Giuseppe Urzì