Toot a Loop R-72: il futuro “spaziale” in una radio-bracciale degli anni ’70

Curiosità Radiofoniche

Toot a Loop R-72: il futuro “spaziale” in una radio-bracciale degli anni ’70

A noi di Radiospeaker.it piace spesso parlarvi di oggetti dal design, dalle forme, dai colori piuttosto stravaganti, perché crediamo che quando si affronta il tema della “radio”, sia anche importante analizzare e studiare quelli che sono gli “strumenti” attraverso i quali si ascolta questo favoloso mezzo di comunicazione. Più di una volta vi abbiamo “suggerito” oggetti dalle forme improponibili e dall’uso piuttosto insolito, anche se raramente abbiamo affrontato un tema davvero sorprendente come quello del design d’autore e degli apparecchi radiofonici concepiti come veri e propri gioielli, ormai testimoni di epoche passate quali gli anni ’50-‘60-’70-’80.

Così, dopo avervi parlato della radio Brionvega (anni ’60), realizzata su progetto del designer Marco Zanuso in collaborazione con Richard Sapper, è giunto il momento di raccontarvi la storia di un altro modello di radio, la “Toot a Loop R-72”, progettata negli anni ’70 da J.M.Willmin e tutt’ora esposta al MOMA (Museum of Modern Art) di New York. A prima vista questo oggetto sembra tutt’altro che “antico” ed anzi, risulta di una modernità sconcertante. Pare quasi provenire dal futuro, più che dal passato (ormai 40 anni fa!), forse perché legato ad un epoca in cui qualità, intelletto e valore si fondevano insieme per realizzare i prodotti migliori da lanciare sul mercato.

Ebbene sì, questo manufatto dalla forma davvero accattivante non era una semplice radio, ma fungeva anche da oggetto di moda, in quanto pensato come una vera e propria “tecnologia indossabile” e caratterizzato quindi dalla possibilità di tenerla al polso ed ascoltarla mentre si camminava al parco, come fosse una vera e propria borsetta. Si pensi al fatto che quella che per noi è un’abitudine (ovvero ascoltare la radio con gli auricolari mentre si cammina in un parco), per l’epoca era davvero quasi “fantascienza” ed è proprio dall’era spaziale dell’Apollo 11 e dell’allora recentissimo sbarco sulla Luna, che nasce e viene concepito questo strepitoso modello di radio, prodotta dalla National Panasonic.

Totalmente in plastica, con un basso costo e facile da usare: su queste caratteristiche puntò il marketing,per avere un largo consenso di pubblico giovane. I ragazzi erano il target prescelto per la radio a transistor. Per darle un ulteriore tocco di originalità, venivano forniti adesivi divertenti a tema da applicare sul bracciale, per personalizzarlo. Fu prodotta in plastica di sei colori diversi: verde, arancio, giallo, rosso, bianco, blu (tutte tonalità molto vivaci e giovanili). La radio (a batterie) “Toot a Loop R-72 ” era dotata di una girglia su un lato, all’interno del quale si trovava l’altoparlante; una presa per l’auricolare ed una rotella esterna sul fianco, per la regolazione del volume (che fungeva anche da interruttore); mentre sull’altro lato vi era una rotella incassata, che serviva per la regolazione della sintonia.

La caratteristica assolutamente geniale dell’oggetto era la sua mobilità. Era infatti composto da due parti, due metà che potevano ruotare completamente facendogli cambiare forma: dall’anello da polso, dalla forma circolare, che ognuno poteva portare con se, all’oggetto domestico a forma di “S”, da porre su un tavolo o su un mobile. Non so voi, ma io mi sono completamente innamorato di questo meraviglioso oggetto di design del passato che guardava già al futuro!

Per questo sono pronto a tutto! Vi lanciamo una sfida impossibile: qualcuno di voi è in possesso o conosce un soggetto che possiede questo fantastico “gioiello”? Forza, fatevi sentire!

Articolo a cura di Mattia Savioni