Linus al World Radio Day 2026: 50 anni di radio tra carriera e visione
Il World Radio Day 2026, andato in scena il 9 marzo al Talent Garden Calabiana di Milano, ha riunito alcune delle voci più autorevoli della radio italiana in una giornata interamente dedicata al mezzo. Tra gli ospiti più attesi dell’evento organizzato da Radio Speaker c’era anche Linus, accolto sul palco da un pubblico caloroso e coinvolto in un’intervista diversa dal solito: a fargli le domande, infatti, sono stati anche alcuni ragazzi che hanno partecipato ai corsi di Radio Speaker.
Il risultato è stato un incontro molto personale, in cui il direttore di Radio Deejay ha alternato ironia, memoria e riflessioni profonde sul mestiere. A emergere, fin dalle prime battute, è stato il rapporto totalizzante con il mezzo radiofonico: “Per me in particolare è stata ormai tutta la vita”, ha detto Linus, sintetizzando in poche parole un percorso lungo mezzo secolo.
Linus tra speaker e direttore
Uno dei temi più interessanti emersi durante l’incontro riguarda il doppio ruolo di Linus, da una parte uomo di radio e dall’altra dirigente chiamato a leggere numeri, budget e risultati. Proprio su questo fronte, Linus ha spiegato come la radio abbia ancora un sistema di rilevazione troppo lento e poco preciso rispetto alla televisione.
Secondo il direttore di Radio Deejay, i dati radiofonici arrivano con ritardo e spesso non permettono una lettura davvero utile a chi questo lavoro lo fa ogni giorno. Eppure, proprio questa lentezza ha avuto anche un effetto positivo: ha consentito di dare tempo ai programmi di crescere. Linus ha ricordato che più di una volta, se si fosse fermato ai primi risultati, avrebbe interrotto progetti in cui invece credeva. In quei casi, “abbiamo avuto la pazienza di aspettare un anno, due anni e alla fine la cosa ha funzionato”.
Dietro questa scelta c’è un’idea molto precisa del ruolo di chi dirige una radio: investire su qualcosa, tenerne il punto e difenderlo quando si è convinti del suo valore.

Il momento in cui tutto poteva finire
Tra i passaggi più forti dell’intervista c’è il racconto di un momento decisivo della sua vita. Linus ha spiegato di aver davvero pensato, a un certo punto, di smettere con la radio. Dopo gli inizi nel 1976 e gli anni trascorsi tra entusiasmo, bocciature scolastiche e prime esperienze, arrivò infatti la svolta del 1982, quando Claudio Cecchetto acquistò la radio in cui lavorava, trasformandola in Radio Deejay.
Quella che sembrava l’occasione della vita, però, inizialmente si rivelò una delusione: la nuova radio doveva cambiare tutto, comprese le voci. Linus si ritrovò così a osservare da fuori la nascita di un progetto destinato a diventare centrale nella radiofonia italiana. Nel 1984, stanco e disilluso, decise perfino di partire per le vacanze con l’idea di cercarsi, al ritorno, “un lavoro normale”.
Poi accadde l’imprevedibile. Al ritorno trovò la telefonata di Cecchetto: “Ci serve uno come te. Hai voglia di venire?”. Da lì cambiò tutto. Linus arrivò a Radio Deejay nel settembre del 1984 e già il mese dopo era in onda, oltre che in Deejay Television. Una storia che lo stesso Linus ha riassunto con lucidità: la vita non si può costruire fino in fondo, ci si può solo far trovare pronti quando il futuro chiama.

Quando la voce diventa casa
Un altro passaggio molto bello dell’intervista riguarda il rapporto con il pubblico e il momento in cui uno speaker capisce di essere diventato una presenza familiare per gli ascoltatori. Linus ha risposto con grande sincerità: quella consapevolezza è arrivata “una ventina d’anni fa”, quando ha iniziato a guardare con più attenzione al proprio lavoro.
Ripensando agli anni precedenti, ha ammesso di essere stato più superficiale, anche nei ritmi quotidiani con cui affrontava la diretta. La svolta è arrivata quando è diventato direttore della radio: quel ruolo lo ha responsabilizzato, portandolo a curare meglio dettagli, contenuti e preparazione. Da lì in poi, ha iniziato a vedere il suo lavoro con occhi diversi, fino a riconoscere il peso e il valore della propria voce nella vita di chi ascolta ogni giorno.
Il consiglio per chi sogna la radio
Alla domanda su cosa consiglierebbe a chi vuole iniziare questo mestiere, Linus ha risposto con una riflessione molto chiara sul valore umano della radio. Per lui, la radio resta un luogo speciale, diverso sia dall’isolamento dei social sia dall’esposizione più aggressiva di altri media. È uno spazio protetto, fatto di gruppo, relazione e condivisione. Anche nei giorni no, ha raccontato, basta arrivare in redazione e stare insieme agli altri per ritrovare equilibrio e buon umore.
Per questo la radio, nelle sue parole, è ancora oggi “un alveo meraviglioso nel quale fare un lavoro come il nostro”.

L’omaggio del World Radio Day a 50 anni di radio
Il finale dell’incontro è stato dedicato a un momento celebrativo molto sentito. Sul palco del World Radio Day 2026, Linus ha ricevuto una targa per i suoi 50 anni di radio, oltre a una sorpresa legata alla sua passione per i vinili: una torta a forma di console. Un omaggio che ha sottolineato non solo la longevità del suo percorso, ma anche il contributo dato in tutti questi anni al settore e a generazioni di ascoltatori.
Con la leggerezza che lo contraddistingue, Linus ha scherzato sul traguardo raggiunto, ma il senso dell’omaggio è apparso chiaro a tutti: celebrare una delle figure che più hanno segnato la storia recente della radio italiana.
Rivivi il World Radio Day 2026 su www.worldradioday.it.