Alessandro Corsi: il nuovo Speaker di Kiss Kiss parla con Radiospeaker.it

Interviste

Alessandro Corsi: il nuovo Speaker di Kiss Kiss parla con Radiospeaker.it

Quando una passione ti prende il cuore sei pronto a fare di tutto per perseguirla. E' il caso di Alessandro Corsi che, arrivato secondo dopo Melania Agrimano al talent radiofonico "Rds Academy", ha visto spalancarsi la porta di Radio Kiss Kiss dove dal 27 giugno è chiamato ad animare i week­end estivi degli ascoltatori. Un sogno diventato realtà che Alessandro Corsi ha raccontato a RadioSpeaker partendo dalla sua esperienza nell'Accademia sino all'arrivo della grande occasione a Radio Kiss Kiss.

Alessandro, come è nata la tua passione per la radio?
Pur di fare radio entravo nell'armadio ad angolo della mia camera e utilizzavo le giacche appese per l'isolamento acustico. Ero piccolino e insieme a mio cugino, con i vecchi stereo, registravamo sulla classica musicassetta, le nostre voci mandando i brani dallo sfigatissimo Windows Media Player, non me ne voglia la Microsoft. L'utilità era poi di ascoltarci durante i viaggi per le vacanze estive insieme alle nostre famiglie. La svolta decisiva è arrivata però quando ho conosciuto Max Poli, a quei tempi uno degli insegnanti di un'accademia che frequentavo. E la prima grande esperienza fu proprio a Kiss Kiss, nel contenitore notturno che proprio Max conduceva dalle 23 alle 2, lo storico Big Night. Max diede ai migliori allievi l'opportunità di vivere la radio, osservare sul campo. Li si accese definitivamente la scintilla che mi porta ancora oggi ad essere follemente innamorato di questo mestiere. E che lo sia diventato (un mestiere) è una soddisfazione immensa, specie per mia madre che può tornare ad utilizzare l'armadio per quello che è.

Cosa ti ha spinto a voler entrare a far parte di Rds Academy?
Dopo tanti anni di giornalismo radiofonico, ho deciso di provare a rispolverare le doti da speaker, che da un po' tenevo nascoste, forse per timore di emergere, o per paura di poter raggiungere obiettivi più grandi di me. Oppure ancora per il timore di fallire miseramente. Tanto che decisi di non provarci alla prima edizione. Quest'anno poi, dopo opere di convincimento infinite da parte della mia fidanzata, mi sono deciso e ho inviato il provino. Ma senza alcuna pretesa. Credevo davvero di non essere neanche visionato. Poi invece, sappiamo come è andata.

Tra le numerose prove a cui siete stati chiamati a partecipare, c'è stata una che ti ha messo di più in difficoltà?
Non saprei dirti quale prova sia stata più o meno impegnativa. Ogni volta c'erano delle difficoltà diverse. Per esempio nel talk, test madre credo per capire se si è in grado di fare radio, sono andato completamente in palla! Hanno inciso molti fattori: la scelta della notizia, che non mi convinceva sin dall'inizio; il pensare in continuazione alle reazioni che potevano avere i coach; il timore di essere inopportuno. Non so ho una mente un po' contorta, mi faccio pensieri tutti miei, le così dette ''seghe mentali'', se si può dire. Non credo ma vabbè lo dico lo stesso. Ogni prova è stata difficile ma decisiva allo stesso tempo per la mia crescita professionale. In tv si è visto un quarto di quello che in realtà abbiamo fatto e vissuto la dentro.

Tocchiamo il tasto dolente dei giudici. Qual è quello con cui ti sei trovato meglio. E invece chi temevi maggiormente?
I giudici non mettevano affatto timore, anzi. Cruciani è stato chiaramente il più duro, ma credimi, soltanto ai fini del lavoro e del compito che aveva. Paradossalmente credo sia un personaggio molto tranquillo, sempre sorridente, sereno. Perlomeno è questa l'impressione che ho avuto di lui, per quel poco che l'ho conosciuto. Anna è stata davvero protettiva. Devo dire che le sue ''cazziate'' tendevano sempre ad essere costruttive. Nel suo urlare quando facevamo qualche cagata, inseriva sempre due o tre parole chiave, che comunque ti portavano a pensare:''Sveglia pirla, questa è Anna Pettinelli e se sta perdendo tempo con te vuol dire che crede che tu possa fare questo lavoro''. Matteo, bhè che dire? Come fosse un confidente. Duro al punto giusto, leale. Un po' l'amico fedele, sempre nel rispetto dei ruoli, ovvio!

Nell'Accademia che clima si respirava? C'è un collega con cui hai legato? 
Alcuni tendevano a fare dei parlallelismi con il gruppo dello scorso anno, a detta di molti, stra affiatati, tutti amiconi. Noi eravamo 8 personalità completamente differenti l'una dall'altra. Con Rolando è nata un'amicizia che sta continuando anche fuori. Così come con Francesca Romana. Marlen, Melania, visto che sono a Roma. In realtà sono in contatto un po' con tutti anche Diletta, Riccardo, Christian. Durante il percorso è capitato di discutere ma poi tutto resta legato al clima paradossale che si viveva. Si stava in accademia dalle 8 alle 19 con una pausa pranzo di mezz'ora. Per esigenze televisive a volte chiudevamo la giornata anche più tardi; la notte in pochi dormivano, un po' per i rumori molesti dell'Hotel (ahahaha), un po' perchè eravamo tutti tesi, intenti a preparare talk, top5, interviste ecc... Insomma l'esperienza è travolgente, ti riempe poi ti svuota ma ti lascia tanto; professionalmente e non. La consiglio vivamente, può funzionare anche come percorso psicoterapeutico. Giuro! Passi molte ore a riflettere su te stesso, sul tuo carattere, sulla tua vita. E poi, come tutte le forti avventure, ti cambia, almeno in parte.

A tuo parere Rds Academy può rappresentare davvero un trampolino di lancio per chi aspira a ricopre un posto nel mondo delle radio italiane? 
Si certamente. Ti permette di avere una visibilità importante, specie se riesci ad arrivare in fondo. E' un'opportunità immensa e questo non deve essere sottovalutato. Ti da modo di metterti in vetrina e avere la possibilità di raggiungere il tuo sogno. Nel mio caso è andata così, sono a Kiss Kiss e sono felice.

Tu ti sei classificato secondo dopo Melania Agrimano, divenuta speaker di Rds, e in poco tempo sei approdato a Radio Kiss Kiss. Come sei arrivato dietro al microfono della radio partenopea?
Kiss Kiss è stata una sorpresa, inaspettata; ti confido che faccio fatica ancora a rendermene conto. Firmare un contratto con una grande azienda, che decide di puntare su di te; te che poi ascolti Kiss Kiss da sempre ed è la tua radio preferita. Tu come ti sentiresti? Il giorno dopo il programma è arrivata la chiamata: ''ti va di venirci a trovare? Fai un provino e ci facciamo una chiaccherata''. Così è nato tutto.

Dal 27 giugno animerai, dalle 15 alle 17, il weekend degli ascoltatori, cosa dobbiamo aspettarci da questa tua prima importante esperienza?
Ci divertiremo. C'è da aspettarsi di tutto, io sono imprevedibile. Sai, nel week­end credo che l'ascoltatore sia più predisposto a sorridere, anche se i problemi non si riposano mai. Accompagnerò gli ascoltatori nelle prime ore pomeridiane del fine settimana, sperando di far davvero compagnia e trasmettere serenità, leggerezza. Impareremo a conoscerci. Sto preparando già i contenuti, in linea ovviamente con la radio. Sono carico, entusiasta, non vedo l'ora. 

Cosa pensi di RadioSpeaker.it
Penso che sia un servizio unico, importante, gratuito, per tutti, di informazione radiofonica, e non solo. Ammiro Giorgio che ha creato tutto questo e tutti voi che lavorate sodo per la causa. Complimenti davvero e "Kiss Kiss" a tutti.

Intervista a cura di Maria Giovanna Tarullo