Curiosità radiofoniche: l’ascolto casuale dell’FM

Curiosità Radiofoniche

Curiosità radiofoniche: l’ascolto casuale dell’FM

In un periodo in cui si parla tanto dell’importanza che sta assumendo il web , vuoi per la mole di connessioni o per l’utilizzo dei tanto discussi social-network, c’è chi, ben legato alle tradizioni, non nasconde la sua predilezione per la qualità assunta nel corso degli anni e tuttora dalla diffusione del segnale radiofonico via FM.

La classica ricezione, insomma, che oggi secondo alcuni, continua a determinare in maniera massiccia la rilevazione dei dati d’ascolto, probabilmente per la natura stessa della diffusione e per la sua insita caratteristica, ovvero, la casualità.

Basti pensare ai momenti in cui siamo in auto oppure a lavoro in ufficio, insomma, i classici luoghi dove è facile, addirittura automatica, l’accensione della Radio, tipico media in grado di accompagnarci lungo i nostri impegni giornalieri. Ebbene, l’azione consueta di sintonizzarsi sulla propria emittente preferita, in maniera immediata, già ben predisposta sulla modulazione di frequenza e senza rifletterci particolarmente, ormai fa parte del Dna dei tanti ascoltatori che decidono di cominciare al meglio la propria giornata.

Non a caso coloro che amano accendere la Radio casualmente sono proprio  quelli che prediligono molta musica, a dispetto di una miriade di contenuti che oggi, all’interno di una società abbastanza frenetica, vengono a malapena recepiti.

Ovviamente c’è anche chi invece è interessato ad ascoltare quel determinato appuntamento mirato ad un’informazione capillare e completa, ma solitamente è la prevalenza di musica a catalizzare l’attenzione del pubblico, a testimoniarlo sono anche le rilevazioni d’ascolto che premiano le cosiddette radio “di flusso”.

Ma ciò che vogliamo evidenziare è un aspetto sicuramente ben noto a tutti, forse banale, ma che influenza un po’ in toto la diffusione della Radio; ovvio che risulta più pratico accendere la propria cara radiolina ben riposta sul mobile di casa, girando appena la manopola, diverso è il caso dell’ascolto via streaming il quale in primis richiede una connessione tale da poter garantire una sufficiente e duratura emissione e poi ovviamente necessita di un pc, anche se oggi, con i cellulari di ultima generazione, tutto pare essere “a portata di mano”.

La differenza, quindi, sta probabilmente nella scelta della Radio che si intende ascoltare; infatti, se nel caso della “scatoletta” domestica tutto spesso è dato dalla casualità, viceversa, la connessione ad un determinato sito radiofonico, presuppone la volontà specifica di collegarsi a quel portale, usufruendo cosìì del servizio streaming, altrettanto, si spera, adeguato.

Ciò che si è detto ovviamente non mira a screditare le numerose web radio che popolano la rete, anzi noi di Radiospeaker.it abbiamo da sempre promosso le giovani emittenti “on-line”, non a caso, prossimamente si terrà a Roma la nuova edizione del web radio Festival, anzi cogliamo l’occasione per sollecitare coloro che instancabilmente rendono professionale il proprio sito, non solo a partecipare all’evento, ma a continuare a promuovere Internet quale nuovo canale di diffusione radiofonica, apprezzabile da tutti, anche da chi non è particolarmente amante del pc……e forse sono in pochi!

 

Articolo a cura di Maurizio Schettino