Radiofrequenza: la Radio dell'Università di Teramo

Interviste

Radiofrequenza: la Radio dell'Università di Teramo

E' una nuova realtà sempre più presente nel panorama radiofonico italiano: di cosa parliamo? Delle radio universitarie italiane. Scoperte e riconosciute dagli ascoltatori del Belpaese, certo, qualche decennio dopo gli americani, ma poco importa. Il sistema universitario acquisisce una luce diversa e divulgare cultura, fare informazione, diventa prioritario.

Non ultima in ordine di arrivo, ma ugualmente importante è Radio Frequenza, la radio dell’Università degli Studi di Teramo. Abbiamo incontrato il direttore, Monica Ferrante, responsabile dell’emittente universitaria abruzzese, in FM sui 102-101.3 o sul sito www.rfrequenza.it e abbiamo saputo di più del progetto radiofonico, dalla nascita agli sviluppi futuri.

Con quali obiettivi nasce Radio Frequenza?
Radio Frequenza nasce nel 2003 con l'idea di creare uno spazio per favorire la sperimentazione di nuovi programmi e linguaggi e per stimolare il dibattito fra gli studenti della nostra università. L'idea trae spunto dall'esperienza delle campus radio statunitensi e inglesi.

Chi vi ha sostenuti nel progetto?
Il progetto è stato fortemente voluto dall'allora Rettore Luciano Russi che per primo cominciò a testare le potenzialità del media, nel settembre 2002, con un proprio programma dal titolo "Pronto mi passa il Rettore?". Una sorta di linea diretta con gli studenti dal taglio fresco e dinamico che offriva allo studente/ascoltatore una versione inedita dell'università.

E' possibile tracciare un percorso storico di Radio Frequenza?
Le trasmissioni dei ragazzi sono partire il 28 aprile 2003. All'inizio si trattava di uno spazio di 4 ore su di una radio locale ma, nel 2007, con l'acquisizione delle frequenze da parte della Fondazione dell'Università Degli Studi di Teramo, siamo diventati una radio vera e propria che 
trasmette 24 ore su 24 su FM e sul web.

Da chi è costituito il gruppo di lavoro?
Trattandosi di universitari ogni anno c'è un significativo turnover. Ma sono sempre tanti i ragazzi, di tutte le facoltà, che raccolgono il nostro invito e scelgono di fare radio. Ovviamente non tutti amano parlare al microfono, c'è spazio anche per redattori, autori, assistenti ai programmi e tecnici. Nel corso degli anni abbiamo avuto più di 2000 studenti.

Com'è articolato il palinsesto?
Il nostro è un palinsesto molto vario. Abbiamo diversi spazi dedicati all'informazione, alla cultura e l'approfondimento, grazie al fatto di poter contare sulla collaborazione dei nostri docenti. Non mancano d'altra parte programmi sportivi, musicali, dedicati al cinema e all'intrattenimento. 

Come partecipano gli studenti? E i docenti?
Gli studenti possono partecipare volontariamente, effettuare degli stage, ma anche incontrare la radio durante il proprio percorso formativo grazie alle sinergie attivate con alcuni insegnamenti.
In passato, proprio da una collaborazione con la cattedra di Comunicazione Scientifica, è nato il programma "Le parole della Scienza" che ci ha permesso di vincere, nel 2009, il premio miglior format universitario.

Gli studenti che scelgono di far radio vengono agevolati nella didattica?
Da quest'anno abbiamo attivato un nuovo progetto che permette agli studenti che collaborano con la radio con continuità di ottenere il riconoscimento dei crediti formativi in base al regolamento di ciascuna facoltà.

In che relazione state con gli altri atenei d'Italia?
Insieme ai miei colleghi di allora Giovanni e Christian, abbiamo contribuito alla nascita di Raduni, l'associazione degli operatori radiofonici universitari, che ci ha permesso di continuare a mantenere sempre vive le collaborazioni con le altre radio universitarie

Qual è il target di riferimento?
Essendo anche una radio locale, grazie alle trasmissioni in FM, abbiamo sempre coltivato il rapporto con il territorio; per cui i nostri programmi si rivolgono a tutti, non solo ad universitari.

Quali novità sono previste per il futuro?
Abbiamo da poco ristrutturato i nostri studi e iniziato le sperimentazioni in radio-visione ma non ci fermeremo di certo qui. Il nostro è un Ateneo che crede molto nei ragazzi, nella loro necessità di mettere in pratica quanto appreso a lezione per rafforzarne le competenze. Per la prossima stagione sono tanti i progetti in arrivo.

Radio Frequenza fa parte delle radio universitarie raccontate da M2O. E’ nato da pochissimo il programma M2U, dedicato al mondo delle emittenti universitarie, realizzato e condotto dagli studenti in onda dal lunedì al venerdì, in tre appuntamenti quotidiani: alle 7, alle 18 e alle 23.

Intervista a cura di Annalisa Colavito