RTL 102.5, Maria Paola Raiola: i retroscena della vita del giornalista radiofonica

Interviste

RTL 102.5, Maria Paola Raiola: i retroscena della vita del giornalista radiofonica

Nei nostri articoli abbiamo, in diversi casi, affrontato l'aspetto riguardante l'importanza assunta oggi da chi fa informazione in FM e le differenze di quest'ultima rispetto alla sua diffusione mediante gli altri canali di comunicazione, come la tv, ad esempio. Caratteristiche che ci sono state evidenziate anche da coloro che, quotidianamente, aggiornano gli ascoltatori sui principali fatti dall'Italia e dal mondo, secondo modalità disparate in relazione all'emittente in cui le news vengono trasmesse.

Nell'affrontare il lavoro svolto da parte del giornalista radiofonico, abbiamo incontrato una delle personalità che, da diversi anni,fa parte dell'ampia redazione di RTL 102.5. Con grande professionalità e passione per la radio, Maria Paola Raiola ci ha descritto come si struttura il lavoro redazionale e in che modo attualmente quest'ultimo si inquadra rispetto all'innovazione tecnologica, dove l'informazione ha assunto una rapidità di diffusione, molto "social".

Curiosità e consigli che Maria Paola rivolge a chi vorrebbe intraprendere un percorso nell'ambito del giornalismo radiofonico, tramutando la propria passione in una professione a tutti gli effetti.

Ecco la nostra intervista!

1) Quando e dove nasce la tua passione per il giornalismo radiofonico?

Sicuramente il giornalismo ha sempre rappresentato la mia passione principale, già dopo la maturità. Mi piace tanto scrivere. Sono stata all'Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino, una delle scuole riconosciute dall'Ordine dei giornalisti in Italia. Tra le tante cose fatte, abbiamo sperimentato anche la radio, con un'emittente che si chiamava Radio Ducato. Da lì, al di là della mia passione per la radio in generale, si è unita la volontà di dare corpo alle notizie, con una visione della vita attraverso la voce, una cosa che tuttora mi affascina e mi stupisce in un mondo, come quello di oggi, molto virtuale.

2) Come si struttura il tuo lavoro redazionale?

Si tratta di un lavoro di staff, di gruppo. Capita di essere in diversi ruoli: alla conduzione dei notiziari, dei servizi o nelle esterne. Noi siamo in esterna quando ci sono eventi molto rappresentativi che copriamo direttamente nei luoghi. C'è una preparazione al mattino, con una riunione di redazione alle 11,00 che riguarda il programma di approfondimento principale, quello in onda dalle 6,00 alle 9,00 del mattino, "Non stop news", dove decidiamo i temi da affrontare. Una seconda riunione, alle ore 17,00, ridefinisce la scaletta del programma. Ogni ora, invece, ci sono i notiziari preparati dal conduttore in onda, che poi coinvolge gli altri redattori nella realizzazione dei servizi. Il tutto viene diretto ed organizzato dai capiredattori. A Milano ne abbiamo due: Fulvio Giuliani e Paolo Pacchioni. Poi ci sono altri colleghi in veste di capiservizio: Max Viggiani e Ivana Faccioli. A Roma c'è il nostro cronista parlamentare che è Alberto Ciapparoni. 

3) Pensi che oggi l'informazione, come nel caso di quella trasmessa in radio, sia penalizzata dalla velocità delle notizie che vengono recepite on-line?

Penso che la radio e il giornalismo on - line se la battano. Il pubblico può essere considerato, da un lato, lo stesso, perché chi ascolta la radio contemporaneamente può informarsi, mediante uno smartphone, verificando su Internet le notizie che ascolta. Però, sinceramente, non penso che il giornalismo radiofonico sia penalizzato, perché mantiene una sua pulizia che nemmeno il giornalismo mediatico possiede. Quest'ultimo, spesso, si "sporca" con la vox populi, con determinate notizie che solitamente definiamo "fake" perché provengono da un rimbombo. Invece, il giornalismo radiofonico deve attenersi a delle fonti ben precise, stando sui luoghi racconta ciò che accade in maniera pulita e quasi simile alle agenzie di stampa.

Giornalismo Radiofonico: Maria Paola Raiola di RTL 102.5 si racconta a Radiospeaker.it

4) Nel corso della tua carriera, c'è stata una notizia, magari di particolare impatto mediatico, che hai trasmesso mentre stava avvenendo in quel momento?

Ricordo con particolare piacere ed emozione due notizie che sono interconnesse. La prima riguarda la malattia e la morte di Papa Giovanni Paolo II°, che ho seguito davvero in maniera diretta. Ero presente al Policlinico Gemelli nelle fasi precedenti alla sua morte. Poi c'è stata tutta la veglia, con la presenza di tantissime persone che, nella notte in cui si seppe la notizia, affollarono piazza San Pietro. Sono momenti carichi di emozione ed essere lì a raccontarli è davvero molto forte. Un altro momento, che riguarda lo stesso ambito, è stato quello dell'elezione di Papa Francesco. Il pathos cresceva tantissimo, considerando la durata dell'elezione stessa, in cui vi furono diverse "fumate nere" prima di quella "bianca". Sono stati momenti molto belli, raccontati tra chi viveva, insieme a me, quell'emozione. 

5) Il tuo personale consiglio a coloro che vogliono fare della propria passione una professione nel mondo del giornalismo in FM.

Sicuramente cominciare a guardarsi intorno ed essere pronti anche a proporsi. Curare tantissimo la propria scrittura, oltre alla dizione, riuscendo a raccontare le notizie senza troppi fronzoli o "giri di parole".

6) Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?

Una realtà che mi piace perché si occupa di radio con professionalità e competenza. Vi leggo e vi ascolto. Penso che diate un bello spaccato indipendente su quello che è il panorama radiofonico italiano. Bravi!

 

Articolo a cura di Maurizio Schettino

 

 

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