Andrea Torre: Voce di Radio Globo e Mente di M100 - Videointervista

Interviste

Andrea Torre: Voce di Radio Globo e Mente di M100 - Videointervista

Qualche giorno fa sono passato a salutare gli amici di Radio Globo e di M100. Sono a Roma, nei pressi di viale Marconi, e vengo accolto da Andrea Torre, matador del microfono di Radio Globo e Direttore Musicale di M100. Dopo un caffè ed un giro panoramico nei loro studi (spaziosi, luminosi, colorati, moderni e professionali), ci accomodiamo nella sala del Pulcino Pio (che vedete alle spalle di Andrea) e cominciamo la nostra intervista:

Da quanti anni fai radio e com’è cominciata la tua carriera come conduttore radiofonico?
Era il 1976, avevo tredici anni, terza media. Una maestra aveva una parente in una delle prime radio private dell’epoca. Mi invitò a visitare questa radio, io ci arrivavo con un background di passione sfrenata per il mondo della radio, ero ascoltatore di Radio Montecarlo, di Supersonic, di tutto quel poco che c’era in quel periodo. Entrai in questa radio di Velletri, era radio Delta Velletri, avevo tra i dodici e i tredici anni. C’era in onda un rogramma di dediche e la conduttrice, nonchè proprietaria della radio, provava ad annunciare un disco dei Tavares, “Heaven must be missing an angel”, ma non ci riusciva. Io provai a suggerirle la pronuncia esatta e in quel momento mi disse: “Ah, complimenti ti andrebbe di fare un programma da discoteca sulla nostra radio?”. E’ iniziata così. Non facciamo il calcolo, perchè siamo nel 2012 e quindi sono passati trentasei anni.

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Durante la tua carriera ti sei ispirato a qualche conduttore radiofonico in particolare?
Tantissimi, da Robertino di Radio Montecarlo a Clelia, la grandissima Clelia di Radio Elle e poi andando avanti, un altro punto di riferimento e un punto di svolta per chi fa questo mestiere, perchè ci ha dato la tecnica, il grande maestro Teo Bellia. Come dico spesso a chi mi chiede come approcciarsi con questo mestiere, bisogna avere tanta passione ed essere pronti a sacrificarsi gratis anche per tanti anni, perché così ho iniziato io. Oggi forse si possono ottenere risultati anche in minor tempo. Ma non cambia il grande sacrificio, bisogna avere la radio sotto la pelle, dentro il cuore e da per tutto. Bisogna ascoltare tanta radio, all’inizio anche imitando chi ti piace, poi se hai una personalità e un carisma, viene fuori. L’ascolto ti aiuta ad acquisire la tecnica.  Non è assolutamente un peccato emulare i tuoi idoli radiofonici, perché è solamente un punto di partenza per arrivare a te stesso.

Qual è il programma radiofonico che hai nel cassetto e che sogni di realizzare dopo tanti anni di radio?
Dopo trentasei anni di musica mi piacerebbe provare la strada del “talk”. Sono un grande ascoltatore di Radio 24, mi piace il talk concepito secondo dei criteri tecnici di qualità, di messa in onda, di uso del linguaggio, di coloritura con jingles, sigle, sonorizzazioni. L’ho fatto qualche anno fa (‘88 - ‘89) in una radio che si chiamava: “Voglia di radio”. Era una radio impostata molto sul talk e mi piaceva. Sicuramente vorrei uno spazio radiofonico in cui dire tutto quello che penso liberamente senza censure, consapevole di essere denunciato, questo mi piacerebbe tantissimo. Provocare gli ascoltatori affinché si svestano delle ipocrisie, ritenendo l’ipocrisia l’unico vero male dell’umanità, perché a quello poi si riconducono tanti comportamenti sbagliati e tante cattiverie.

C’è un collega con cui vorresti lavorare?
Bè, visto che parlavamo di “talk” e di Radio 24, Cruciani è un grande punto di riferimento. E’ un grande innovatore, ha ridato linfa alla radio. Personaggi come lui riescono ad entrare, a mettersi in crossover, con la televisione, con la stampa e la nostra professione bistrattata acquisisce credibilità. In televisione molti presentatori dicono: “io vengo dalla radio, io ho fatto la radio”, come se la radio fosse un punto di partenza. Per me è un punto d’arrivo, per me è un punto di vita. Quindi sono poco favorevole ( e qui parte la prima freccetta velenosa) a questo uso indiscriminato del conduttore televisivo che nasce televisivo in radio. Ma anche l’ex radiofonico che va in televisione e poi torna in radio, solamente per il nome legato alla radio. Non è cosa, non è quella la radio. Ci sono tante nuove realtà, tanti ragazzi, tanti emergenti, esordienti che hanno bisogno di spazio. Lasciamo spazio a loro a chi ha veramente la passione.

Da qualche mese sei il direttore musicale di M100. E’ una radio completamente diversa da Globo: musica più adulta, ritmo più lento, target più sofisticato. Come ti trovi a gestire una radio musicalmente così diversa da radio Globo e dalla tua attività come dj da discoteca?
Guarda ti dico, il mio incontro con Bruno Benvenuti (editore di radio Globo e M100) e Lucio Scarpa (direttore artistico di Radio Globo e M100), è stato un incontro ai limiti dell’impossibile. Una scommessa, una grande scommessa. Io venivo da un altro tipo di realtà e sembrava che potessero essere poco compatibili Andrea Torre con il format di radio Globo. Quando sono entrato qui (questa premessa serve) ho chiesto sia a Bruno che a Lucio di re-insegnarmi a fare la radio. Anche se la facevo da tanti anni, ormai ero troppo legato a trasmissioni di musica house e avevo perso il linguaggio radiofonico. Alla fine ci siamo trovati e l’esperimento è riuscito. Bruno Benvenuti mi ha fatto tantissimi regali in questi anni, mi ha valorizzato, mi ha ridato la vita in termini lavorativi. M100 è stata forse il regalo più grande che mi potesse fare. Prima mi dicevi: “qual è il progetto che avresti voluto realizzare”, questo sicuramente è uno di quei progetti che avrei voluto realizzare. Perché, come ti ho detto prima, il mondo della discoteca non mi appartiene, mi riesce piuttosto bene, nel senso che comunque mi chiamano per fare le serate ma, fondamentalmente “toglietemi tutto, ma non la radio”. Nasco musicalmente negli anni sessanta e settanta quindi a me appartiene il soul, mi appartiene il vecchio rock. Questo progetto era quello che mi ci voleva, sono veramente  contento di M100 e penso possa definirsi l’espressione dell’amore per la musica. Le radio le “Top 40”, come può essere radio Globo, Dimensione Suono, RTL, e tute le radio che trasmettono i grandi successi del momento, seguono un criterio di mercato musicale. Su M100 non c’è il mercato, il mercato è la musica e l’amore per la musica. Abbiamo selezionato un notevole numero di canzoni io e  Bruno Benvenuti ci abbiamo passato tutta l’estate scorsa, mentre voi eravate in vacanza e anche durante le nostre vacanze.

Quali sono i passi che M100 dovrà compiere nei prossimi mesi, ci sono delle novità, voci o conduttori da inserire?
Abbiamo già pubblicato la nostra prima compilation “M100 le canzoni della tua vita”, il claim fa capire quali sono state le nostre intenzioni e qual è l’obiettivo di M100. Devono essere canzoni rigorosamente importanti, ma non per questo solamente commerciali. Luscita di questa compilation è l’anticipo di un cofanetto che uscirà probabilmente intorno a febbraio - marzo. Abbiamo stampato con la Sony Music un numero limitato di copie (cinquecento copie), che regaleremo ai nostri ascoltatori. Ci sono diciotto brani che abbiamo selezionato e poi che ti dico Giorgio, ci sono delle idee, ma aspettiamo a dirle perché le stiamo mettendo a punto. Siamo partiti solo con la musica, poi sono entrati gli speaker che si dividono quattro ore di turno a testa dalle 6.00 alle 22.00: Roberto Bagazzoli, Matteo Vitagliano, Luciano Pazzaglia e Jodie Alivernini. Inseriremo uno special a settimana, una monografia dedicata ad un’artista, come si faceva un po’  nelle radio degli anni settanta-ottanta.

Cosa ne pensi di radiospeaker.it?
Radiospeaker.it è una realtà che io conosco grazie a te Giorgio e che devo ancora approfondire, approfitterò di questa occasione per venirvi a visitare. Certamente sapere che ci sono persone che dimostrano il loro amore per questo settore, convogliando le varie realtà, facendocele conoscere, mettendoci in contatto è importante. Tu l’hai messa sul campo e io sono un vostro fan.

Intervista a cura di Giorgio d’Ecclesia