La nuova voce di RDS : Giuditta Arecco intervistata da Radiospeaker

Interviste

La nuova voce di RDS : Giuditta Arecco intervistata da Radiospeaker

La nuova realtà televisiva, targata RDS, è stata ed è una vera accademia professionale per aspiranti conduttori radiofonici. Si sono presentati ai casting in migliaia, sono partiti in dodici e sono arrivati su Sky in finale soltanto in due: da una parte il barese Stefano Mastrolitti, speaker radiofonico di una radio locale pugliese, e dall’altra Giuditta Arecco, la ventottenne di Varazze che già lavorava in una radio locale della sua città, sognando il salto di qualità.

Alla fine, tra i due contendenti, è stata Giuditta a conquistare il sospirato contratto con RDS, diventando così una delle voci ufficiali del grande network nazionale. Eppure, come spesso accade in questi casi, non è stata lei a buttarsi nell’avventura all’inizio “Mio padre mi ha spinto a partecipare, è lui ad avermi trasmesso la passione per la radio, e quando ha sentito del provino per l'Academy mi ha detto che forse era il momento giusto per provare

Giuditta è una giovane donna, solare e comunicativa, che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel settore che ama da sempre, anche se ci confessa che avrebbe scelto volentieri la carriera giornalistica o il doppiaggio, qualora il suo sogno radiofonico non fosse andato in porto. Sui casting, sulle lezioni e le prove, poche ma, significative parole: “Dei casting ho un ricordo confuso, ricordo molto bene Stefano, che si distingueva già dagli altri per la sua personalità esuberante, abbiamo iniziato a legare da li. Le lezioni sono state magnifiche, ricordo soprattutto quella con Ernesto Assante che ha riassunto sessant'anni di musica in un'ora di lezione, Giuppy Izzo ed Enrico Mentana. Le prove, ovviamente, le ricordo per la tensione inaudita che ci provocavano, dato che era sufficiente sbagliare una sola volta per uscire dall'Academy”

Molti spettatori e appassionati di radio che hanno seguito RDS Academy si sono chiesti cosa ci fosse dietro le quinte del programma, quale fosse l’aria reale che si respirava e, probabilmente, alcuni saranno rimasti spiazzati dalla nostra precedente intervista a Manuel Saraca che ci aveva, candidamente, confessato il grande spirito di squadra che si era creato tra i concorrenti, un forte affiatamento che ci viene confermato anche da Giuditta “Forse quello che si è percepito poco dalla TV è la profonda coesione che si era creata tra noi concorrenti, da subito siamo diventati davvero amici, ci aiutavamo a vicenda e scherzavamo molto. Per fare radio devi essere prima di tutto un comunicatore ed un intrattenitore, ed ognuno dei miei compagni aveva queste caratteristiche, da questo puoi capire quante battute e quante risate ci sono state durante il tempo passato insieme, Matteo ha anche subito uno scherzo telefonico da Stefano che si è finto Barty Colucci. I coach, esclusi i momenti in cui dovevano giudicarci per le prove, erano assolutamente parte del gruppo, e si sono affezionati molto a noi, e noi a loro” Un unione cosi solida che resta intatta anche adesso “Sento regolarmente Stefano, Manola, Daniela e Manuel, per me sono come fratelli e sorelle, ma sono in contatto anche con Matteo, Diego, Fabio e Gianluca, stiamo cercando di rivederci una sera tutti insieme”

Un’intrattenitrice nata, simpatica e molto semplice, che ammette la sua timidezza nei confronti dei fans che, al momento, stentano ancora a riconoscerla per strada, ma fortunatamente, possono seguirla  attraverso la pagina facebook "Giuditta Arecco fans club".

La sua personalità, forte e decisa, le ha permesso di valicare il confine tra sogno e realtà e, la sua formazione radiofonica, voluta e cercata, può corrispondere al percorso di tanti “Io sono sempre io, nulla è cambiato nella mia personalità e nel mio atteggiamento, forse l'accademia mi ha regalato un po' più di fiducia in me. La mia prima volta in radio è stata nel 2003, io facevo i notiziari in una piccola radio locale (Radio Skylab), ed il direttore artistico dell'epoca mi propose di andare in diretta. Mi spiegò i fondamentali e poi, una sera, mi disse che sarei andata in onda con lui, appena io iniziai a parlare, lui mi lasciò sola davanti al microfono, ricordo ancora il terrore di quel momento, ma devo ringraziarlo, buttandomi in acqua mi ha insegnato a nuotare.

Per un bravo speaker è fondamentale avere una discreta preparazione musicale e la musica, di solito, resta la prima passione segreta di un professionista della radio La musica ha sempre fatto parte della mia vita, e trovo che la radio sia il modo migliore per ascoltarla, intanto perché, non potendo scegliere cosa ascoltare puoi scoprire cose nuove, e poi perché, se la radio è una buona radio, tra un disco e l'altro, il cervello viene sollecitato da ciò che dice lo speaker

Lavorare in un’importante emittente radiofonica è un po’ il sogno e la speranza di tutti coloro che approdano in radio, ma firmare un contratto con un grande network nazionale può cambiare letteralmente la vita e, almeno per Giuditta, c’è stato uno stravolgimento umano e, non solo, professionale “La mia vita è cambiata radicalmente, mi sono trasferita a Roma, lavoro in una radio nazionale ed ho dovuto lasciare a casa i miei amici più cari, la mia famiglia ed il mio fidanzato, che mi manca moltissimo, questi però sono sacrifici che vale la pena di fare

In fondo, quando si hanno obiettivi grandi, bisogna sforzarsi di fare anche grandi sacrifici. Chi inizia con la radio, sa benissimo quanto sarà sacrificante, ma è una sofferenza sopportabile se vissuta con amore, poi, il tempo ripagherà ogni sforzo compiuto.

Su Radiospeaker.it anche Giuditta si è pronunciata favorevolmente “Ci voleva un "faro nella tempesta" per chi ama il mestiere più bello del mondo, perciò... Grandi!” Poetica, ma efficace, ci ricorda il nostro arduo, ma bellissimo compito. Occorre tecnica, cervello e tanto cuore per diventare professionisti come Giuditta e, la sua testimonianza ci ricorda che, se ci sono i presupposti, niente è impossibile.

 

Intervista di Nicoletta Zampano